Il regime combina una sovvenzione agli investimenti con un premio variabile legato all’andamento del mercato dell’idrogeno

C’è una differenza tra un assegno e un segnale di prezzo. Lo scorso 6 agosto, la Commissione europea ha approvato un regime di aiuti di Stato olandese da 780 milioni di euro per la produzione di idrogeno rinnovabile. Non è il primo schema di questo tipo, e non è nemmeno il più generoso nella storia recente dell’Unione. Il suo interesse sta soprattutto nel meccanismo con cui i 780 milioni verranno distribuiti.

Il doppio binario: fino all’80% di capex più un premio variabile

Il regime non prevede un rimborso unico a consuntivo. L’aiuto assumerà la forma di una sovvenzione diretta che combina due componenti: una sovvenzione agli investimenti fino all’80% dei costi di investimento e un premio variabile su un periodo da cinque a dieci anni. La prima parte copre il costo di ingresso, abbattendo l’esborso iniziale per gli elettrolizzatori; la seconda, distribuita su un orizzonte lungo, non è fissata in anticipo: dipenderà da condizioni che si determineranno negli anni di esercizio, lasciando il produttore esposto all’andamento del mercato dell’idrogeno.

Le dimensioni fisiche del progetto danno la scala. Secondo le stime dei Paesi Bassi, con questo regime saranno costruiti circa 400 megawatt di capacità di elettrolisi, in grado di incentivare una produzione fino a 40.000 tonnellate di idrogeno rinnovabile all’anno e di evitare circa 324.000 tonnellate di CO2 all’anno. Non è un singolo megaimpianto: è una capacità distribuita che dovrà essere realizzata da più progetti, tutti selezionati tramite una procedura di gara competitiva che dovrebbe concludersi entro il primo trimestre del 2027.

998, 780, 440: la gara europea degli aiuti

Per capire il peso di questo schema serve un confronto. È il terzo intervento olandese sull’idrogeno rinnovabile: la Commissione europea aveva già approvato due precedenti schemi olandesi nel luglio 2023 e nel luglio 2024; il secondo, da 998 milioni di euro, rientrava nel Temporary Crisis and Transition Framework. Rispetto a quel precedente, il nuovo regime ha un budget leggermente inferiore e cambia disegno: sovvenzione agli investimenti più premio variabile.

Il panorama europeo mostra scale e strumenti molto diversi. A gennaio 2026, la Commissione ha approvato un regime spagnolo di aiuti di Stato da 440 milioni di euro per accelerare la produzione di idrogeno rinnovabile. È poco più della metà del budget olandese. Su scala completamente diversa, ad agosto 2025 la Commissione ha approvato il primo aiuto di Stato basato sul CISAF, un regime francese da 11 miliardi di euro per l’energia eolica offshore, anch’esso tramite una procedura di gara competitiva. Non è idrogeno, ma indica la direzione: anche i fondi molto più grandi vengono assegnati con meccanismi competitivi.

Il confronto, però, non si riduce a chi mette più soldi. La variabile che conta è la capacità di trasformare le somme stanziate in elettrolizzatori funzionanti entro tempi certi. Un budget generoso senza progetti pronti a partire resta solo una voce di bilancio.

Il trade-off sul campo: tempi stretti, premio variabile, 400 MW

Il calendario non è un dettaglio tecnico. La gara competitiva del nuovo schema olandese dovrebbe concludersi entro il primo trimestre del 2027. Per chi intende partecipare, questo significa pochi mesi per presentare proposte credibili, chiudere la parte finanziaria e avviare la costruzione. Non è un orizzonte comodo per progetti di elettrolisi, che richiedono autorizzazioni, connessioni di rete e contratti di fornitura.

A questo vincolo di tempo si somma l’esposizione al prezzo. Il premio variabile su cinque-dieci anni non garantisce un ricavo stabile e prevedibile per l’intera durata del progetto: chi vince la gara riceve una parte di sostegno legata all’andamento del mercato dell’idrogeno. In pratica, il produttore deve sopportare il rischio di prezzo, non solo il rischio di costruzione. L’obiettivo pubblico resta ambizioso ma concreto: circa 400 MW di elettrolisi, 40.000 tonnellate di idrogeno rinnovabile all’anno e 324.000 tonnellate di CO2 evitate ogni anno. La domanda aperta è quanti progetti arriveranno davvero al traguardo del primo trimestre 2027.

Per chi sviluppa elettrolizzatori in Olanda, la domanda non è “quanto aiuto arriva”, ma “quanto prezzo di mercato posso sopportare”. Il regime non promette rendite: premia chi sa gestire il rischio.