Il consiglio comunale aderisce al Patto dei sindaci, decisione dopo il voto del 17 luglio.
A fine marzo 2025, secondo il GSE, in Italia si contavano già 578 iniziative operative di autoconsumo collettivo. È il dato da tenere a mente per capire l’ultima mossa del Chianti senese: pV magazine Italia ha raccontato a fine luglio che il Consiglio comunale di Castellina in Chianti ha approvato a maggioranza l’atto di indirizzo per aderire alla comunità energetica rinnovabile di Gaiole in Chianti.
La notizia è arrivata con alcune settimane di ritardo rispetto al voto. Il 17 luglio scorso, come ha ricostruito il Gazzettino del Chianti, il consiglio comunale di Castellina ha votato a maggioranza l’atto di indirizzo fondamentale per rendere possibile l’adesione. Non è una partenza dal freddo: lo scorso 22 maggio il Comune aveva già deliberato l’adesione al Patto dei sindaci per il clima e l’energia, iniziativa promossa dalla Commissione europea.
La via breve di Castellina: consumatore, non produttore
La scelta di Castellina è una scorciatoia amministrativa. Invece di costituire un nuovo soggetto, il Comune utilizza una struttura giuridica e organizzativa già esistente: si evita la redazione di un nuovo atto costitutivo, si riducono tempi e costi. In una prima fase, Castellina potrebbe entrare nella configurazione come consumatore, accedendo in tempi relativamente brevi ai benefici economici riconosciuti per l’energia condivisa.
Il sindaco Giuseppe Stiaccini difende la mossa guardando anche a chi c’era già. «Vantaggi ci sono anche per i soci della CER che esiste già a Gaiole», ha spiegato. I benefici, secondo il sindaco, potrebbero manifestarsi «sia nel primo periodo, grazie alle minori spese che derivano da una maggiore suddivisione dei costi di gestione, sia nel tempo, grazie alla possibilità di incrementare le aree di produzione dell’energia elettrica».
Ma perché scegliere la CER di un altro Comune invece di crearne una propria? La risposta dell’amministrazione è nei costi e nella struttura già pronta. Resta da capire chi ci guadagna davvero, e quando.
La mappa spezzata: Gaiole e Sienaenergie si contendono il Chianti
Se Castellina si aggancia a Gaiole, il resto del Chianti ha già scelto un’altra cabina. Già nel marzo 2024 il Comune di Gaiole in Chianti ha lanciato la manifestazione di interesse per raccogliere le adesioni. La CER, come spiega la scheda di NextEconomia, è stata istituita per favorire la produzione e la condivisione di energia rinnovabile sul territorio.
Ma il territorio non è unito. Il 27 agosto 2025, a Radda in Chianti, si è svolto l’incontro pubblico per presentare l’adesione alla Comunità Energetica Rinnovabile “Sienaenergie”. E Greve in Chianti ha varato l’adesione del Comune alla comunità energetica denominata C.E.R. SIENAENERGIE ETS, con lo scopo di creare una configurazione di CER riferibile alla cabina primaria del territorio grevigiano.
Due comunità energetiche, due cabine primarie, due percorsi. Resta da capire se la concorrenza tra CER produrrà economie di scala o soltanto confusione per cittadini e imprese.
Benefici sulla carta e numeri che non tornano
Il nodo non è solo la frammentazione. Stiaccini usa il condizionale quando parla di vantaggi: i benefici per i soci della CER di Gaiole “potrebbero manifestarsi”, e il Comune di Castellina “potrebbe” entrare come consumatore. Sono prospettive, non certezze. Per un’amministrazione che evita un nuovo atto costitutivo, il risparmio è immediato; per chi sta in bolletta, il beneficio è tutto da verificare.
I numeri nazionali aiutano a capire il ritmo. A fine marzo 2025, il portale GSE contava 578 iniziative operative di autoconsumo collettivo. Sono quasi seicento CER in tutta Italia: un numero che mostra più lentezza che assenza di adesioni, soprattutto se si considera che i benefici economici per i consumatori dipendono dall’energia realmente condivisa e non solo dall’esistenza formale della comunità.
Per Castellina, che entra come consumatore in una CER nata altrove, la domanda è concreta: il ruolo di consumatore basterà a vedere qualcosa in bolletta, o la delibera resterà sulla carta? Al momento non emergono cifre né scadenze precise: c’è una decisione amministrativa che riduce i costi per il Comune e rimanda a una seconda fase l’eventuale produzione.
La transizione energetica del Chianti non è ancora una rete: è una somma di delibere. Il prossimo passo per Castellina non è un’altra firma, ma capire quando — e se — i benefici promessi entreranno davvero nelle bollette dei cittadini.




