Il nuovo strumento digitale accelera le istruttorie e riduce il divario tra progetti ammessi e impianti operativi.
A fine giugno l’Italia contava, secondo il Gestore dei servizi energetici (GSE), 3.630 comunità energetiche rinnovabili attive per 302,9 MW di potenza complessiva. Le domande ammesse al contributo PNRR, però, sono 29.820: per un contributo concesso di 768,3 milioni di euro e una potenza di 1,74 GW. Otto volte di più. Dove sono finite le altre? La risposta, almeno in parte, sta nella macchina della rendicontazione — quella che a fine luglio il GSE ha deciso di cambiare con il nuovo portale unico della rendicontazione delle spese.
Il paradosso dei numeri: 29.820 ammessi, 3.630 attivi
La distanza tra carta e kilowatt è la cifra di questo programma. Da una parte, 3.630 configurazioni attive al 30 giugno. Dall’altra, 29.820 progetti ammessi. Significa che oltre 26mila progetti ammessi non risultano ancora operativi. E non è un problema di domanda: tra l’8 aprile 2024 e il 30 novembre 2025 sono state presentate 48.750 domande per il contributo PNRR. È un problema di esecuzione, di passaggio dall’ammissione all’entrata in esercizio reale degli impianti.
Il programma è stato istituito in attuazione dell’Articolo 27 del Decreto-Legge 19 febbraio 2026, n. 19, che recepisce la decisione del Consiglio ECOFIN del 27 novembre 2025, e mette in campo una dotazione complessiva di 795,5 milioni di euro, gestita direttamente dal GSE. Una cifra rilevante, che però si muove alla velocità di una procedura che finora non ha tenuto il passo delle ammissioni.
La decisione: un portale unico per chiudere il rubinetto della burocrazia
Il GSE ha scelto di intervenire sulla fase più lenta del processo. Dal 3 agosto è disponibile nell’area clienti del sito un nuovo portale unico per la rendicontazione delle spese PNRR, che consente ai soggetti beneficiari di presentare la richiesta di erogazione a saldo del contributo in conto capitale per progetti Pnrr Cer o gruppi di autoconsumatori. Il precedente portale per l’invio delle richieste di erogazione non è più operativo dal 4 agosto; le richieste già trasmesse al GSE restano valide e non andranno ripresentate.
L’obiettivo dichiarato è ridurre i tempi di istruttoria e standardizzare le modalità di rendicontazione, un collo di bottiglia per l’avanzamento della spesa del PNRR. La digitalizzazione da sola, però, non accende gli impianti. Serve che i beneficiari sappiano usare il nuovo strumento e che le istruttorie siano davvero più rapide. Chi si è già visto riconoscere il contributo del 40% con il vecchio bando PNRR può ora chiedere l’erogazione delle somme.
Ma la promessa di semplificazione si scontra con una scadenza scomoda: la funzionalità per l’anticipazione con garanzia non sarà pronta prima di settembre.
Chi resta in attesa: l’anticipazione con garanzia e il nodo dei 1,74 GW
Chi ha un progetto ammesso ma non ancora completato dovrà attendere settembre per richiedere l’erogazione dell’anticipazione con garanzia tramite il nuovo portale: la funzionalità non sarà attivata prima della fine del mese. Un ritardo che pesa sui progetti fermi, soprattutto a fronte delle risorse già impegnate. Il GSE ha adottato il primo atto di concessione per il PNRR Facility CACER lo scorso 12 maggio, per 101,4 milioni di euro, e il secondo lo scorso 29 maggio, per 259,8 milioni. Sono i due atti di concessione del PNRR Facility CACER finora adottati, a fronte di una dotazione complessiva di 795,5 milioni di euro.
La domanda resta aperta: basterà un portale unico a trasformare gli 1,74 GW di potenza ammessa in comunità energetiche funzionanti? La risposta arriverà a settembre, quando si capirà se l’anticipazione con garanzia sbloccherà davvero i progetti fermi. Il portale unico è un passo avanti, ma la vera prova sarà settembre: se l’anticipazione con garanzia non sbloccherà rapidamente i progetti fermi, il divario tra carta e kilowatt continuerà a pesare su cittadini e imprese.




