La certificazione TÜV Rheinland arriva mentre Huasun spinge l’HJT verso il 100%, in un mercato da 37,6 miliardi di dollari

Lo scorso 17 luglio, Tongwei ha annunciato un fattore di bifaccialità del 93,08% per un modulo solare da 770 W basato su celle TOPCon. È un numero scomodo, non solo perché certificato da TÜV Rheinland: promette 180.000 euro in più all’anno per un impianto da 100 MW ad Amburgo, ma arriva mentre Huasun Energy rivendica moduli HJT con bifaccialità vicina al 100%. La corsa alla bifaccialità non è più una questione di efficienza: è una guerra commerciale tra tecnologie che si contendono un mercato da 37,6 miliardi di dollari.

Il punto non è se il record reggerà, ma cosa succede quando un primato di laboratorio incontra i prezzi di listino. E su questo il comunicato di Tongwei dice molto meno di quanto prometta.

Il primato da 770 W e i 180.000 euro di Amburgo

Non si tratta di un modulo qualsiasi. Il record riguarda la tecnologia TOPCon: il pannello da 770 W ha un’efficienza di conversione del 24,8% e un coefficiente di temperatura di -0,26%/C, con verifica di TÜV Rheinland. Ma il dato che conta, per chi installa, è economico. Secondo Tongwei, in un impianto solare da 100 MW ad Amburgo questa configurazione genera 180.000 euro di ricavi in più all’anno rispetto ai moduli standard, e nell’intera vita utile sblocca 81,62 milioni di kWh di elettricità pulita.

È una promessa concreta, almeno sulla carta. Resta però una domanda: quanto di questo record è già uscito dal laboratorio?

Un punto percentuale all’anno: la promessa del 95%

La risposta non è nel singolo test, ma nella sequenza dei record. Già nel luglio 2025 Tongwei aveva stabilito un precedente primato di bifaccialità del modulo del 91,7%, partendo da una cella con bifaccialità del 94,3%, sempre con verifica TÜV Rheinland. Lo scorso giugno i moduli TNC 3.0 hanno toccato il 93,07% certificato. L’azienda prevede che entro uno o due anni si possa arrivare al 95% di bifaccialità delle celle e al 90% di bifaccialità dei moduli in produzione di massa: un salto che la stessa Tongwei definisce una grande sfida.

E mentre Tongwei promette il 95% nelle celle, Huasun Energy sostiene di avere moduli HJT con bifaccialità vicina al 100%. Con quali implicazioni?

TOPCon contro HJT: il mercato da 37,6 miliardi sceglierà

Il paradosso è tutto qui: la certificazione di Tongwei sposta i ricavi potenziali del TOPCon, ma il concorrente HJT di Huasun Energy, la serie Kunlun, è pensato per applicazioni fotovoltaiche verticali e arriva con una bifaccialità prossima al 100%. Due strade diverse per lo stesso mercato. Secondo MarketsandMarkets, il mercato globale del solare bifacciale dovrebbe crescere da 18,57 miliardi di dollari nel 2024 a 37,6 miliardi entro il 2029, con una crescita media annua del 15,2%.

Per chi produce e installa, la differenza non è solo tecnica. Un modulo TOPCon con bifaccialità del 93% promette rendimenti aggiuntivi in impianti a terra orientati a sud; un modulo HJT quasi simmetrico punta a installazioni verticali, dove la luce riflessa arriva da entrambi i lati. Il record di Tongwei vale in una configurazione specifica — Amburgo, 100 MW, moduli standard come confronto — ma non dice nulla sul prezzo al quale questa tecnologia arriverà in listino. La domanda per cittadini e imprese non è quale record reggerà, ma quando i moduli con bifaccialità sopra il 90% saranno disponibili in listino e a quale costo.

Il 93,08% apre più domande di quante ne chiuda: se il TOPCon di Tongwei conquisterà il mercato di massa o se l’HJT quasi perfetto di Huasun resterà un prodotto di nicchia verticale. Per ora, i 180.000 euro di Amburgo sono una promessa su carta, non una bolletta.