Fotovoltaico in crescita, accumulo in ritardo: a luglio solo 1 MWh di batteria ogni 24 MW solari.

698,55 MW contro 28,86 MWh. Non sono la stessa unità di misura, ma la distanza tra questi due numeri racconta l’estate dell’accumulo italiano. A luglio 2026 l’Italia ha collegato 6.195 nuovi impianti fotovoltaici, come emerge dai dati sulle installazioni di BESS in Italia. Nello stesso mese, i sistemi di accumulo integrati su FER hanno aggiunto 28,86 MWh di capacità, sempre secondo i dati sulle installazioni di BESS.

Per dare la proporzione: per ogni 24 MW di solare installato, è entrato in esercizio 1 MWh di batteria.

Il solare corre, lo stoccaggio dorme.

Un freno da 0,24%

I nuovi impianti di accumulo a luglio sono stati 1.105, con un incremento dello 0,12% rispetto a giugno, come indicano i dati sulle installazioni di BESS.

La capacità dei nuovi sistemi integrati su FER è salita dello 0,24% a 28,86 MWh, secondo il monitoraggio delle installazioni BESS.

La potenza si è fermata a 15,6 MW, con un aumento dello 0,26%, sempre nei dati BESS.

Rispetto a luglio 2025, le unità BESS integrate in Italia sono cresciute del 13,94%, pari a 115.996 sistemi, secondo i dati BESS.

Nello stesso periodo, la capacità è aumentata di 1.717,80 MWh, con un incremento del 16,66%, come emerge dal monitoraggio BESS.

La potenza ha aggiunto 925,33 MW, +18,07%, sempre nei dati BESS.

Al 31 luglio 2026, il parco complessivo contava 948.086 sistemi, per 12.025,83 MWh di capacità e 6.045,13 MW di potenza, secondo le statistiche BESS.

La coda da 290 GW

Per gli impianti di accumulo integrati con fotovoltaico, al 31 luglio risultano 797 istanze per 15,28 GW su un totale di 3.463 pratiche per 289,87 GW, secondo i dati Terna.

A fine giugno le pratiche per accumuli integrati erano 3.489 per 292,12 GW, come riportano i dati Terna.

Per gli accumuli stand-alone, le istanze scendono a 2.330 per 259 GW, contro 2.359 per 261,17 GW di fine giugno, sempre nei dati Terna.

Intanto il mercato europeo dei grandi sistemi BESS mostra segnali diversi: a luglio i prezzi dei PPA europei sono aumentati del 2,3%, e Pexapark ha registrato nove accordi per circa 865 MW e 3,1 GWh di capacità, come riporta il monitoraggio dei prezzi PPA europei.

Il punto non è solo il ritmo mensile.

È la base di confronto. Le richieste Terna per accumuli, tra integrati e stand-alone, superano 289 GW complessivi. Anche ipotizzando che solo una parte sia realizzabile, il divario tra domanda e installato resta enorme.

Il fotovoltaico continua a essere installato perché il margine operativo è immediato. Le batterie integrate, invece, scontano ancora un doppio vincolo: costi iniziali e ritorni incerti. Il risultato è che a luglio l’Italia ha aggiunto 28,86 MWh di capacità, mentre in Europa i PPA e i contratti BESS muovevano volumi ben diversi.

Il ritmo dei prossimi mesi

Il numero da osservare nei prossimi mesi non è tanto la potenza fotovoltaica installata, ma la velocità con cui le batterie integrate passeranno da 28,86 MWh mensili a valori più vicini alla domanda. Se il tasso dello 0,24% al mese dovesse restare stabile, il parco accumuli italiano impiegherebbe anni per assorbire anche solo una frazione delle richieste Terna.

Con 289,87 GW in coda e installazioni mensili che si misurano in decine di megawattora, il rischio non è il freddo invernale, ma un sistema elettrico che continua ad aggiungere fonti variabili senza avere la flessibilità per gestirle. Il prossimo semestre dirà se i cantieri riusciranno a trasformare quella coda in batterie reali.