La crescita dei prezzi PPA italiani accelera mentre la pipeline di progetti pronti resta ferma a 10 GW
Al 31 luglio 2026, le richieste di connessione fotovoltaica in Italia hanno raggiunto 140,33 GW, secondo il quadro Terna delle richieste. I progetti davvero pronti a costruire sono 10,08 GW: i progetti fotovoltaici ready-to-build sono 224, addirittura uno in meno e 122 MW in meno rispetto a giugno. Il rapporto fra coda e cantieri è di quattordici a uno.
Eppure, il prezzo dell’energia solare a lungo termine in Italia sale. A luglio, i prezzi PPA italiani hanno segnato un +4,3%, il rialzo più netto tra i grandi mercati europei.
La coda infinita non si traduce in elettricità a buon mercato.
Dietro la coda ci sono numeri che raccontano la sproporzione. Le istanze fotovoltaiche sono 3.531, secondo il conteggio delle richieste solari: rappresentano il 62% dei fascicoli totali e il 44,66% dei 314,21 GW di potenza FER complessiva. Non basta: i progetti con nulla osta hanno una capacità di 52,34 GW, circa 1,2 GW in più rispetto a giugno, come emerge da il dettaglio dei nulla osta Terna.
La rete contesa dai data center
Il collo di bottiglia non è il sole. È la rete. E sulla rete si è spostata la domanda dei data center. Le istanze di connessione di queste infrastrutture sono salite a 529, nove in più in un mese, ma la potenza richiesta è scesa a 95,86 GW (-520 MW), come indicano i dati Terna sugli utenti di consumo.
La concentrazione geografica è fortissima. Le richieste dei data center si concentrano in Lombardia (289 per 44,96 GW), Piemonte (64 per 13,13 GW), Lazio (41 per 11,79 GW), Puglia (29 per 7,76 GW), Emilia-Romagna (39 per 5,59 GW) e Veneto (21 per 5,20 GW), come riporta. Nel complesso, i data center rappresentano l’87,79% della potenza richiesta dagli utenti di consumo, su un totale di 865 pratiche per 109,20 GW, secondo la quota dei data center nella domanda.
Prezzi PPA in controtendenza
Il risultato di questa competizione per la rete si vede nei prezzi dei contratti di lungo termine. L’Euro Composite è cresciuto del 2,3% a 45 euro/MWh (52,5 dollari) a luglio, come racconta il report PPA europei di luglio. In Italia l’incremento del 4,3% è stato quasi doppio rispetto alla media europea, mentre le utility hanno firmato appena tre contratti per circa 620 MW, secondo i contratti PPA firmati.
Il contrasto con l’installato reale è altrettanto netto. A luglio 2026 sono stati installati 6.195 nuovi impianti fotovoltaici per 698,55 MW, come indicano le installazioni fotovoltaiche di luglio. Rispetto a luglio 2025 la capacità aggiunta è di 6.873,75 MW, con un incremento del 17%, mentre da gennaio a luglio 2026 la variazione è stata di +3.791,16 MW (+8,71%), secondo il consuntivo Terna dei primi sette mesi. Al 31 luglio la potenza fotovoltaica italiana ha toccato 47.304,14 MW, pari al 53,94% del totale FER, stando a il peso del fotovoltaico nel mix FER.
Il numero da tenere d’occhio nei prossimi mesi non è la pipeline, ma la conversione in cantiere: oggi 52,34 GW hanno il nulla osta, solo 10,08 GW sono pronti a costruire. Se la forbice non si chiude, la coda infinita resterà un problema di carta, mentre i data center continueranno a occupare la rete.




