I prezzi dei wafer salgono fino al 40% in una settimana, tra acquisti anticipati e politiche commerciali degli Stati Uniti

Fino al 40% in sette giorni. È l’aumento registrato dai prezzi dei wafer fotovoltaici nell’ultima rilevazione settimanale. Una curva che cambia direzione all’improvviso, e che racconta quanto il mercato del silicio resti un affare concentrato.

In Italia, intanto, l’attesa ha una dimensione precisa. Al 31 luglio 2026 risultano 3.531 richieste di connessione per 140,33 GW di fotovoltaico, secondo i dati Terna sul fotovoltaico. Il solare rappresenta circa il 62% dei fascicoli e il 44,66% dei 314,21 GW di potenza FER complessiva, come emerge dal bilancio delle richieste FER.

Non è mancanza di domanda: è una coda lunga.

Il rialzo dei wafer non è scarsità, è finestra politica

Secondo la Silicon Industry Branch, la domanda a valle più forte è stata il principale motore dell’aumento. Ma non è una domanda indistinta. I produttori di celle solari all’estero hanno accelerato gli acquisti di wafer per proteggersi dai rischi delle misure della Sezione 232 degli Stati Uniti. L’India ha aggiunto pressione, entrando nella tradizionale stagione di picco dell’installazione solare. E il costo delle celle principali è salito a 0,33-0,35 RMB/W, con un aumento settimanale del 23,64%.

L’Australia prova l’alternativa, la Cina resta seduta sulle scorte

Quinbrook Infrastructure Partners ha portato avanti il progetto di polisilicio di Townsville nel Queensland. Il cuore è il Northern Quartz Campus, che dovrebbe trasformare il quarzo in prodotti di silicio a più alto valore per fotovoltaico e semiconduttori. L’accordo con la città prevede di chiudere l’intesa di sviluppo del progetto entro fine anno; l’entrata in funzione del sito è indicata per il 2030. Il sito ha ottenuto lo status di Prescribed Project dal Queensland e di Major Project dal governo federale: il doppio riconoscimento istituzionale riduce alcuni ostacoli, ma non azzera i tempi.

A tenere insieme la parte energetica c’è Supernode North BESS, pensato per fornire energia flessibile a una manifattura a basso consumo di carbonio.

Quinbrook senior vice president Vignesh Bandi ha collegato i pezzi in:

“The Northern Quartz Campus, Supernode North and our renewable energy projects are complementary investments that can help establish Townsville and North Queensland as a hub for energy-intensive advanced manufacturing.”

Lo scenario australiano poggia su numeri non ancora esistenti. Uno studio dell’Australian Renewable Energy Agency ha stimato una capacità produttiva nazionale di 50.000 tonnellate annue di polisilicio: lo studio ARENA sul polisilicio. L’AusSi Study scommette su una crescita della domanda di polisilicio non cinese. Ma oggi la Cina domina l’offerta globale e i principali produttori hanno scorte ben oltre la domanda corrente.

Il numero italiano da guardare non è la potenza richiesta

Con 140,33 GW in attesa, il nodo italiano non è la domanda. È la distanza tra richiesta e autorizzazione: il solare vale il 62% dei fascicoli, ma la sua potenza resta in coda. Il numero da osservare nei prossimi mesi è quanti di questi 140,33 GW riescono a trasformarsi in progetti autorizzati prima che i prezzi dei wafer facciano un altro balzo.