Il traguardo è il riempimento della caverna di Epe entro fine 2026, quando la Germania avrà una filiera completa dell’idrogeno
Il numero che sorprende non è la potenza dell’elettrolizzatore, ma la distanza già coperta. Lo scorso 4 agosto, l’annuncio di ITM Power ha confermato che l’idrogeno verde prodotto a Lingen è stato trasportato attraverso circa 120 chilometri di infrastruttura di pipeline fino al parco chimico Evonik di Marl. Non è un’inaugurazione: durante la messa in servizio, quantità iniziali di idrogeno rinnovabile sono già state prodotte e consegnate per l’uso industriale. Dennis Schulz, CEO di ITM Power, ha dichiarato che il progetto dimostra la maturità dell’elettrolisi PEM su larga scala.
Il dato: 120 chilometri già coperti
Il trasporto non avviene su una condotta sperimentale, ma su una rete di circa 120 chilometri gestita da Nowega, OGE e SYNEQT, società di Evonik, fino al parco chimico di Marl. L’idrogeno arriva a destinazione dopo essere stato prodotto nel corso della messa in servizio di due impianti da 100 megawatt, in quantità iniziali conformi alle regole UE. Il progetto GET H2 Nukleus, secondo le comunicazioni delle società coinvolte, rappresenta una delle prime catene del valore dell’idrogeno operative in Europa: produzione su larga scala, trasporto e utilizzo industriale sono già collegati, non più semplicemente progettati. È un passaggio concreto, ma per capire se regge bisogna guardare alla macchina che lo rende possibile.
Il salto: da 10 a 200 MW in un solo sito
A gennaio 2023, RWE ha ordinato due elettrolizzatori PEM da 100 megawatt a Linde Engineering per il progetto GET H2 a Lingen. In parallelo, ITM Power ha firmato due contratti da 100 MW ciascuno con Linde Engineering. All’epoca dell’ordine, secondo ITM Power, si trattava dei più grandi elettrolizzatori PEM in esecuzione al mondo: non un primato assoluto di capacità, ma una fotografia di quel momento. Gli impianti saranno installati nel sito di RWE a Lingen e saranno alimentati da eolico offshore del Mare del Nord. Dalla potenza installata all’energia prodotta il passaggio non è automatico: dipenderà dalle ore di vento in mare, non dalla targa dell’impianto.
Il salto di scala è ancora più evidente se confrontato con il passato: si passa dai 10 MW di REFHYNE I, avviato nel 2021 e costruito da ITM Power, a 200 MW complessivi in un unico sito, basati su moduli standard da 10 MW con stack MEP a 30 bar. Il progetto Shell REFHYNE 2, l’altro grande progetto tedesco su scala 100 MW, prevede un elettrolizzatore PEM da 100 MW presso l’Energy and Chemicals Park Rheinland con avvio operativo previsto per il 2027. Il confronto non è sulla carta, ma sulla tempistica: Lingen sta già consegnando idrogeno, mentre Shell è attesa tra circa un anno e mezzo.
A sostenere l’espansione c’è un pacchetto pubblico rilevante: il 15 luglio 2024 RWE ha ricevuto un impegno di finanziamento da 492 milioni di euro dal governo federale tedesco e dalla Bassa Sassonia, nell’ambito dei fondi IPCEI Hy2Infra, con notifica alla Commissione europea nel febbraio 2024. La cifra va letta come quota di investimento, non come valore dell’energia prodotta: serve a costruire impianti, non a garantire prezzi di vendita. Ed è qui che il passaggio da dimostratore a infrastruttura industriale incontra la sua prova vera.
La prova: fine 2026 e la caverna di Epe
Cosa succederà nei prossimi mesi? Il banco di prova è già nel calendario. Entro la fine del 2026 RWE sta mettendo in servizio 200 megawatt di capacità di elettrolisi a Lingen. Sempre alla fine del 2026, inizierà a essere riempita la prima caverna commerciale europea per lo stoccaggio di idrogeno, a Epe. Se i tempi saranno rispettati, la Germania avrà una catena che unisce produzione, trasporto, uso industriale e stoccaggio. Se non saranno rispettati, il dato dei 120 chilometri resterà un buon risultato di avviamento, ma non una prova di sistema.
Non è più una questione di capacità installata. Il numero da tenere d’occhio è il riempimento della caverna di Epe entro il 31 dicembre. Se i 200 MW e lo stoccaggio rispetteranno la tabella, il REFHYNE 2 di Shell, previsto per il 2027, arriverà quando in Germania esiste già una catena operativa di questa scala: non avanguardia, ma secondo atto.




