L’operazione completa un percorso iniziato nel 2021, quando A2A era entrata con il 49% nella società del Gruppo SunCity
Circa un mese fa, il 51% di NetCity è passato di mano senza fare rumore: una nota, un trasferimento di quote, nessun riflettore. Eppure è la quota che trasforma A2A da socio di minoranza a proprietario unico di un’azienda specializzata nell’installazione e nella manutenzione di soluzioni per l’efficienza energetica. Lo ha comunicato la stessa A2A con un post su LinkedIn pubblicato lo scorso 24 luglio. La transizione non si costruisce soltanto con i decreti: si costruisce anche comprando chi installa.
Nel testo, l’azienda spiega di aver acquistato, attraverso la controllata A2A Energia, il 51% delle quote di NetCity da Suncity Group, portando al 100% la partecipazione. Il post collega l’operazione al contributo al processo di transizione energetica del Paese, citando l’elettrificazione dei consumi e l’accompagnamento di famiglie e PMI in questo percorso. Il linguaggio è quello tipico delle strategie di gruppo. La sostanza è più concreta: NetCity è una realtà specializzata nell’installazione e manutenzione di soluzioni per l’efficienza energetica. Controllarla interamente significa controllare l’ultimo miglio della filiera residenziale, quello che arriva nelle case.
Dal 49% al 100%: la partita lunga di A2A
L’operazione dello scorso luglio non è un punto di partenza, ma l’atto finale di una strategia avviata quasi cinque anni prima. Già nel novembre 2021, A2A Energia aveva acquistato il 49% di NetCity, parte del Gruppo SunCity, con la stessa logica strategica: entrare nella filiera dei servizi per l’efficienza residenziale. Poi, lo scorso 23 luglio, ha rilevato il 51% di NetCity non ancora posseduto, completando il percorso.
La gradualità è il dettaglio che dice di più. A2A non ha accelerato: ha aspettato. Ha osservato da dentro, per oltre quattro anni, come funzionava la macchina operativa di NetCity, prima di decidere di comprarla tutta. È un modo di procedere che ricorda le logiche delle acquisizioni pazienti: prima una quota per capire, poi il controllo per consolidare.
Resta una domanda aperta: ora che il controllo è totale, che fine fa il rapporto con SunCity e con il mercato dei servizi energetici residenziali? La risposta, in parte, arriva dalle scelte del venditore.
Il risiko dei servizi energetici: chi resta, chi esce, chi entra
Il controllo totale solleva una domanda: chi vince e chi perde nel mercato dell’efficienza energetica? A2A si rafforza nella filiera dei servizi energetici destinati a famiglie e piccole imprese. Non è una formula vuota: significa che un gruppo energetico ora possiede anche la rete operativa che installa e fa manutenzione delle soluzioni per l’efficienza. Chi vende e chi installa finiscono sotto lo stesso controllo. Può produrre sinergie, oppure ridurre gli spazi di confronto. Dipende da come verrà gestita.
Dall’altra parte, il Gruppo SunCity esce dal segmento residenziale. Secondo quanto comunicato da SunCity, con la cessione di NetCity il gruppo intende concentrarsi sul segmento industriale e sullo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). È una scelta di specializzazione: meno case, più impianti industriali e progetti collettivi.
E mentre SunCity esce, un altro gruppo entra. Sempre a luglio, secondo la stampa di settore, Myenergy ha acquisito il 100% di Woltair Italia, specializzata in pompe di calore. Il movimento è speculare: chi opera nel fotovoltaico compra competenze nell’elettrificazione del riscaldamento. Il quadro che emerge è quello di un mercato che si sta polarizzando attorno a pochi operatori integrati verticalmente. Consolidamento, appunto. Ma il consolidamento non è senza conseguenze sulla concorrenza e sulle scelte concrete per i cittadini.
Cosa resta aperto per famiglie e piccole imprese
Dopo aver visto chi si muove, chi resta e chi entra, resta la domanda di fondo: questo consolidamento a chi serve davvero? A2A, SunCity e Myenergy hanno ciascuno la propria risposta di bilancio. Per le famiglie e le piccole imprese, invece, la risposta è meno chiara. Un gruppo che controlla anche chi installa le soluzioni di efficienza può offrire pacchetti integrati, semplificare le pratiche, accelerare gli interventi. Ma può anche limitare il confronto con operatori indipendenti, orientare le scelte, rendere più difficile per un installatore locale competere. Non è detto che vada così. Ma la domanda va tenuta aperta, perché è lì che si misura la differenza tra una transizione che conviene alle imprese e una che conviene anche a chi paga la bolletta.
A2A ha chiuso la partita su NetCity. La partita più grande — capire se il controllo della filiera servirà davvero a famiglie e piccole imprese — è appena cominciata.




