Parco cinese da 800 MW con trasmissione flessibile a ±400 kV, prima in Asia.

Il 99,5% non è la disponibilità di un centro di calcolo. È la disponibilità media di un parco eolico offshore cinese da 800 MW, il progetto Jiangsu Rudong da 800 MW, che dal 2021 ha immesso in rete più di 10 TWh di elettricità.

Per dare un ordine di grandezza: è più del consumo annuo di tre milioni di famiglie italiane.

In parallelo, la Germania è stata esortata ad adottare un modello di gara basato esclusivamente su contratti per differenza. Il punto in discussione è il modello di gara tedesco basato solo su CfD. Ma mentre si discute di aste, i ritardi di rete spostano i calendari europei.

Borkum Riffgrund 3 ha visto il suo programma di messa in servizio condizionato dai ritardi della connessione di rete DolWin5. A Taiwan, la messa in servizio di Greater Changhua 2b e 4 è slittata al terzo trimestre 2026 dopo il. Per Hornsea 3, Ørsted continua a lavorare con il gestore di rete sui.

Il vantaggio di Rudong non è la pala, è il cavo

Rudong non è un record di potenza: 800 MW non spostano da soli il baricentro dell’eolico offshore cinese. Il punto è come l’energia arriva a terra. L’impianto usa un sistema di trasmissione flessibile in corrente continua a ±400 kV per collegare il parco alla rete onshore. Ed è il primo progetto eolico offshore asiatico con trasmissione flessibile in corrente continua.

I numeri di esercizio dicono che il sistema funziona in condizioni reali. La disponibilità del parco eolico ha raggiunto il 99,5%, secondo China Three Gorges. La riduzione delle perdite di trasmissione è di circa 1,2 punti percentuali: su 10 TWh significa circa 120 GWh in più consegnati alla rete. CTG stima un risparmio sui costi di trasmissione cumulati di oltre 735 milioni di yuan, circa 94 milioni di euro.

Sul fronte ambientale, l’impianto ha evitato circa e circa.

Il divario non è tecnologico, è di priorità

La trasmissione flessibile in corrente continua non è una tecnologia esclusiva cinese. È nota da anni anche ai costruttori europei. Ma in Cina è stata inserita prima della pala: prima il cavo, poi la turbina. In Europa si continua a discutere di meccanismi d’asta mentre i progetti slittano per la connessione.

La Cina non ha vinto con pale più grandi. Ha vinto con un cavo che rende prevedibile la consegna dell’energia.

Nei prossimi mesi il numero da guardare non saranno i GW assegnati nelle aste tedesche o britanniche. Sarà la percentuale di progetti offshore europei con data di connessione rinviata. Se resterà sopra la metà, ogni nuovo CfD sarà solo una promessa senza cavo.