Asta tedesca premia prezzi bassi, ma moduli fotovoltaici costano di più: concorrenza spinta dal meccanismo.
La Germania ha assegnato 2,1 GW di capacità solare nell’ultima asta a terra e il prezzo medio è sceso di nuovo. Sembra il solito bollettino positivo. Ma da dicembre a maggio i moduli bifacciali TOPCon sono saliti da 0,088 a 0,125 €/Wp: il meccanismo d’asta, non i costi, sta spingendo i prezzi verso il basso.
L’assegnazione della Bundesnetzagentur non è un comunicato. L’agenzia federale ha allocato 2.135 MW di fotovoltaico a terra. Il bando chiuso il 1° luglio 2026 ha ricevuto 406 offerte per 3.170 MW complessivi. Solo 261 offerte sono risultate vincenti.
Il prezzo medio ponderato dell’ultima asta è di. L’asta di maggio si era fermata a 4,94 centesimi/kWh per 2,3 GW in 268 offerte. L’asta di febbraio era arrivata a 5,00 centesimi/kWh con 634 offerte e 5.247 MW, il doppio della capacità messa in palio.
La vera notizia non è la quantità assegnata, ma che il prezzo scende mentre il costo dei moduli sale.
Baviera fa il pieno, il Nord arranca
La mappa dei lotti assegnati mostra un Paese che corre a due velocità.
- Baviera: 429 MW, 75 offerte vincenti.
- Baden-Württemberg: 266 MW, 41 offerte.
- Renania-Palatinato: 239 MW, 25 offerte.
- Nordreno-Vestfalia: 233 MW, 21 offerte.
- Bassa Sassonia: 225 MW, 28 offerte.
Un prezzo che scende contro il mercato dei moduli
Tra dicembre 2025 e maggio 2026 i moduli bifacciali TOPCon sono passati da 0,088 €/Wp a 0,125 €/Wp. A luglio il prezzo medio è sceso a 0,11 €/Wp. Nonostante questo, l’asta di luglio ha prodotto un prezzo inferiore di 0,15 centesimi rispetto a maggio. Il segnale è chiaro: la concorrenza tra sviluppatori, non il costo della tecnologia, sta determinando le offerte.
Il prossimo test: 1 dicembre 2026
La prossima asta per il fotovoltaico a terra della Bundesnetzagentur si chiude il 1° dicembre 2026. Se il prezzo dei moduli resterà stabile, il meccanismo competitivo potrebbe spingersi ancora più in basso.
Ma la distanza tra Baviera e Bassa Sassonia non è solo geografica: è differenza di suolo, procedure autorizzative e capacità amministrativa locale. Con quali risorse e con che tempi Berlino intende ridurre il divario territoriale? Per ora non c’è risposta, solo un bando.




