Il prezzo record dell’elettricità in Italia non dipende dal gas o dalle emissioni, ma dalle congestioni della rete di trasmissione

207,84 euro al megawattora. Mercoledì 5 agosto il prezzo medio giornaliero del mercato italiano ha toccato il massimo dal 31 dicembre 2022. In una settimana in cui la domanda cala e il gas scende, l’Italia paga l’elettricità come se fossimo in piena crisi energetica.

Non è un episodio isolato. Nella settimana del 3 agosto, il mercato italiano ha raggiunto la media settimanale più alta, pari a 186,72 euro al megawattora, con un incremento percentuale dei prezzi medi settimanali del 5,4% rispetto alla settimana precedente. E questo mentre la domanda di energia elettrica diminuiva nella maggior parte dei principali mercati.

In Germania e Spagna, intanto, il solare batteva i record. Il 5 agosto il record spagnolo di produzione solare fotovoltaica è arrivato a 277 GWh. L’8 agosto il record tedesco di solare fotovoltaico ha raggiunto 465 GWh. Numeri che segnano un eccesso di offerta nelle ore centrali.

La crescita non è stata uniforme: è aumentata nella settimana del 3 agosto, mentre la produzione solare in Penisola iberica e Italia è diminuita.

Non è colpa del gas, né delle quote di emissione. Lunedì 3 agosto i futures sul gas TTF hanno chiuso in ribasso del 2,7%; mercoledì 5 hanno toccato il minimo settimanale dei futures sul gas TTF a 52,40 euro al megawattora. Anche i futures sulle quote di emissione di CO2 hanno registrato lunedì 3 agosto il minimo settimanale a 80,87 euro a tonnellata.

Il punto è un altro: la rete.

Quando il solare tedesco e spagnolo spinge l’offerta oltre i confini, i cavi non bastano più. L’Italia importa o esporta a seconda delle congestioni zonali. In una settimana con prezzi oltre 180 euro e domanda in calo, il problema non è la produzione, è il trasporto.

Quando il solare non dichiarato diventa un rischio di sistema

Il Brasile offre un avvertimento. Secondo Vinicius Gibrail, direttore della divisione Solare e Prodotti Commerciali di TÜV Rheinland in Sud America, l’espansione non dichiarata del solare distribuito in Brasile è passata da questione normativa a problema di pianificazione. Circa 14 GW di impianti irregolari non risultano nei database usati dai distributori e dall’ONS.

La generazione non dichiarata in Brasile può allargare il divario tra la capacità realmente connessa e quella registrata. E quando l’energia non è registrata, le proiezioni operative dell’ONS non la considerano, come ha spiegato Gibrail.

«Dal momento che questa energia non è registrata, l’ONS non la include nelle sue proiezioni e decisioni operative».

Il numero da guardare adesso

Mentre l’Europa si confronta con i dati di agosto, la scorsa settimana gli Stati Uniti hanno introdotto la tariffa del 15% sulle importazioni di polisilicio con prezzi minimi, ai sensi della Section 232. È un segnale che la partita della filiera solare non è più solo tecnologica, ma anche commerciale.

Per i prossimi mesi, il numero da tenere d’occhio è 52,40 euro al megawattora, il minimo settimanale del gas TTF di agosto. Se con il gas a questi livelli il prezzo elettrico italiano resterà sopra i 180, la prossima mossa sarà infrastrutturale.