Cantiere di Udine: oltre 10 milioni tra fondi regionali e comunali per sicurezza antisismica ed efficienza energetica.
A Palmanova, lo scorso settembre, la bolletta del riscaldamento della scuola primaria Dante Alighieri è crollata del 61%: l’edificio, un immobile del 1922, è passato dalla classe energetica D alla A2 dopo un investimento di 4,7 milioni di euro. Oggi a Udine si apre la stessa partita: il 17 luglio scorso è stato pubblicato il bando per i lavori di ristrutturazione della scuola primaria Dante Alighieri di via Dante, con un importo a base di gara di 8.426.145 euro e scadenza il 17 agosto. La riqualificazione energetica e sismica degli edifici scolastici si conferma un investimento ad alto rendimento, e il caso di Udine è il prossimo test per la strategia regionale.
La lezione di Palmanova
L’intervento sulla Dante Alighieri di Palmanova ha mostrato, con numeri precisi, quanto possa rendere la riqualificazione profonda di un edificio nato più di un secolo fa. Secondo quanto riportato da La Vita Cattolica, i lavori – che hanno compreso opere di efficientamento energetico e miglioramento antisismico – hanno permesso all’immobile di compiere un salto di tre classi energetiche, dalla D alla A2. La riduzione dei consumi energetici ha raggiunto il 57% e, sul versante dei costi di riscaldamento, il calo è stato del 61%.
Un risultato che va letto nel contesto dell’investimento: 4,7 milioni di euro per un singolo plesso, finanziamento non banale ma che ha prodotto risparmi di gestione strutturali. L’edificio, terminato nel 1922, oggi consuma molto meno e offre condizioni di comfort sensibilmente migliori. La cifra pagata dalle bollette pubbliche, insomma, è diventata molto più leggera.
Ma replicare quei risultati richiede investimenti significativi. Ecco cosa prevede il bando per la Dante Alighieri di Udine.
Un cantiere da 10 milioni
Il bando pubblicato il 17 luglio scorso mette sul piatto 8,4 milioni per i lavori, ma il quadro complessivo è ancora più ampio. Già nel novembre 2025 UdineToday aveva anticipato che il finanziamento complessivo per la riqualificazione della scuola Dante Alighieri supera i dieci milioni di euro: otto milioni vengono dalla Regione Friuli Venezia Giulia, altri due milioni e mezzo li mette il Comune di Udine. L’importo a base di gara, per quanto consistente, rappresenta quindi solo la quota dei lavori da appaltare, mentre la copertura totale dell’operazione è più robusta.
Il progetto ha radici profonde. Fin dal Documento Unico di Programmazione 2021/2023 del Comune di Udine era stata inserita l’opera n. 7740, «Lavori di ristrutturazione per l’adeguamento sismico, impiantistico, di sicurezza antincendio e di efficientamento energetico della scuola Dante», con un contributo regionale allora fissato in 5,9 milioni di euro. In cinque anni, la cifra è lievitata, segno di una programmazione che si è andata consolidando e di una volontà politica che ha saputo tenere il punto.
L’intervento odierno, come spiega la scheda del Comune di Udine, punta a rinnovare l’edificio scolastico per adeguarlo alle più recenti norme sismiche e renderlo più efficiente dal punto di vista energetico, del benessere termo-igrometrico e acustico. Non solo risparmio in bolletta, dunque, ma anche sicurezza e qualità degli ambienti di apprendimento.
Dietro questi singoli cantieri c’è una regia regionale tutt’altro che casuale. La Regione Friuli Venezia Giulia, da tempo, destina risorse proprie e fondi della Protezione Civile nazionale per sostenere interventi di adeguamento o miglioramento sismico sugli edifici scolastici. La Dante Alighieri di Udine si inserisce in una cornice di lungo periodo che vede le amministrazioni locali affiancate dai finanziamenti regionali su decine di plessi. L’operazione, insomma, non è un episodio isolato ma un tassello di una politica che sta cercando di affrontare l’annoso problema dell’edilizia scolastica fragile e energivora.
La scadenza del 17 agosto e oltre
Con la scadenza per la presentazione delle offerte fissata al 17 agosto, le imprese hanno meno di una settimana per rispondere a una gara da quasi 8,5 milioni di euro. Il bando è stato pubblicato a fine luglio, un tempo relativamente stretto per preparare proposte tecniche ed economiche su un cantiere complesso, che unisce adeguamento sismico, impianti, sicurezza antincendio e efficientamento energetico.
La domanda, a questo punto, è: quante offerte arriveranno? E, soprattutto, quali ricadute potrà avere l’esito della gara sulla programmazione regionale? L’esperienza di Palmanova – con la sua riduzione del 61% dei costi di riscaldamento a fronte di un investimento di 4,7 milioni – ha fissato un benchmark. Udine, con un quadro finanziario di oltre 10 milioni, alza l’asticella e mette alla prova la capacità del mercato delle costruzioni di assorbire commesse pubbliche di questa scala, in un territorio dove l’edilizia scolastica muove decine di milioni di euro. Il 17 agosto è il primo banco di prova: da tenere d’occhio, quanti cantieri risponderanno.




