L’iniziativa congiunta MASE-UNEP punta a trasformare gli impegni della COP28 in progetti concreti in cinque Paesi emergenti
Raddoppiare l’efficienza dei condizionatori d’aria è tecnicamente possibile. Ma portare quella soluzione a 1,1 miliardi di persone richiede un’altra ingegneria: quella finanziaria. È con questo spirito che il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), insieme all’UNEP, ha lanciato lo scorso 21 luglio l’iniziativa EPIC Deploy, un bando pensato per tradurre le promesse del Global Cooling Pledge in progetti concreti in Brasile, Marocco, Tunisia, Kenya ed Etiopia.
L’efficienza dimenticata
I numeri del Global Cooling Pledge parlano chiaro. Lanciato alla COP28 di Dubai e subito appoggiato dall’Italia, l’impegno punta a aumentare del 50% l’efficienza media globale dei nuovi condizionatori e a ridurre del 68% le emissioni legate al settore entro il 2050. Tecnicamente, non c’è alcun miracolo da attendere: compressori a velocità variabile, fluidi refrigeranti a basso GWP, scambiatori più generosi. L’industria sa già come costruire macchine che consumano la metà di quelle che ancora oggi vengono installate a milioni.
Eppure, il paradosso è tutto lì. Secondo gli ultimi dati raccolti dall’UNEP, più di un miliardo di persone non ha accesso a un raffrescamento adeguato; senza un cambio di passo, questa platea potrebbe triplicare entro metà secolo. Le soluzioni esistono. Gli obiettivi sono scritti. La domanda, allora, è un’altra: perché una tecnologia matura e una cornice politica ambiziosa non si trasformano in progresso reale?
Il muro dei 400 miliardi
Dietro il silenzio delle macchine c’è un rumore di numeri. Fin dal luglio 2025, il Global Cooling Watch 2025 dell’UNEP aveva quantificato il divario di investimenti necessari per un raffrescamento sostenibile: una forchetta compresa tra 400 e 800 miliardi di dollari. Cifre enormi, che spiegano meglio di qualsiasi slide perché i condizionatori più efficienti restino un lusso nei luoghi dove servirebbero di più.
Non è un problema di volontà politica astratta: è che i meccanismi di finanziamento tradizionali faticano a intercettare progetti distribuiti, con tagli medi di poche centinaia di migliaia di dollari e profili di rischio che nessun investitore istituzionale è disposto a digerire senza garanzie. In Paesi dove la catena del freddo per i farmaci o la climatizzazione delle scuole è ancora un miraggio, ogni dollaro investito deve essere accompagnato da un’architettura finanziaria che riduca il rischio percepito.
Il risultato è un blocco che congela l’ambizione politica. Mentre il pianeta si scalda, il paradosso si allarga: possiamo produrre un’aria condizionata che consuma la metà, ma non sappiamo portarla dove manca. Ecco perché serviva un meccanismo diverso, capace di sbloccare i flussi di capitale proprio lì dove la domanda è più alta e le risorse più scarse.
La leva italiana
Ed è qui che entra in campo EPIC Deploy, un programma seed che fa leva su partnership pubblico-private per accelerare soluzioni di raffrescamento in Brasile, Marocco, Tunisia, Kenya ed Etiopia. Implementato dall’UNEP con il sostegno finanziario del Governo italiano, il bando cerca progetti capaci di dimostrare sul campo che il raffrescamento sostenibile è replicabile. «EPIC Deploy aiuterà a colmare il divario tra ambizione politica e implementazione sostenendo progetti innovativi, promuovendo partenariati e dimostrando soluzioni scalabili», ha dichiarato Hongpeng Lei, che segue l’iniziativa per l’UNEP.
La logica è semplice: non si tratta di un fondo di investimento tradizionale, ma di un moltiplicatore di risorse. L’Italia mette a disposizione un capitale «seed» che serve a ridurre il rischio dei primi progetti, attivando così capitali privati che altrimenti resterebbero fermi. In ciascuno dei cinque Paesi target, l’obiettivo è creare dimostratori reali che poi possano essere presi a modello per replicare l’intervento su scala ben più ampia.
La vera sfida, ora, è portare questi dimostratori alla dimensione che serve. I numeri ricordano l’urgenza: più di un miliardo di persone attendono una soluzione, e senza un’azione sistematica quel dato potrebbe triplicare. EPIC Deploy è il tentativo di trasformare un gap finanziario da centinaia di miliardi in un’opportunità di scalabilità.
Il raffrescamento sostenibile, insomma, è una partita che si vince con l’ingegneria finanziaria tanto quanto con quella termodinamica. E l’Italia, con EPIC, ha scelto di non stare a guardare.




