L’esperimento sulle pale rosse potrebbe ridefinire gli standard ecologici del settore eolico offshore

Nei giorni scorsi, a circa 53 chilometri dalla costa olandese, il parco eolico offshore Hollandse Kust West di Ecowende ha generato la sua prima elettricità rinnovabile dopo il collegamento alla rete di trasmissione offshore di TenneT. Un traguardo atteso, che porta con sé un dato capace di misurare la scala dell’operazione: quando sarà pienamente operativo, entro la fine del 2026, l’impianto da 760 MW coprirà circa il 3% dell’attuale domanda nazionale di energia. Per dare un ordine di grandezza, è come se una sola centrale, persa tra le onde del Mare del Nord, accendesse una lampadina olandese su trenta.

Le dimensioni, però, sono solo una parte della storia. Dietro i numeri si nasconde un approccio radicalmente diverso, che ha poco a che fare con la potenza e molto con la biologia.

Il laboratorio galleggiante

Se la taglia colpisce, è il metodo a incuriosire: a 53 km dalla costa, nel lotto VI di Hollandse Kust West, sta nascendo quello che la stessa Ecowende — joint venture tra Shell ed Eneco, aggiudicatasi la gara nel dicembre 2022 — definisce il parco eolico offshore più ecologico mai realizzato nei Paesi Bassi. Un’etichetta che non è marketing, ma la conseguenza di criteri di gara che per la prima volta hanno premiato l’innovazione ecologica tanto quanto il prezzo dell’elettricità.

Il cantiere, affidato alla nave Boreas di Van Oord, ha installato la prima turbina il mese scorso, a giugno. Ma il dettaglio che separa questo parco da qualsiasi altro nel Mare del Nord è un altro: Vestas sta fornendo sette turbine con una pala dipinta di rosso. Non è un vezzo estetico. L’obiettivo è testare se il colore contrastante migliora la visibilità del rotore per gli uccelli, riducendo il rischio di collisione. È un esperimento su scala reale, inserito dentro un impianto da tre quarti di gigawatt, che trasforma Hollandse Kust West in un laboratorio galleggiante per la mitigazione degli impatti sull’avifauna.

Il contesto è quello di un’industria che corre. Appena più a nord, Hollandse Kust Noord — progetto da 759 MW di CrossWind — è operativo dal 2023. Ma Ecowende ha scelto una strada diversa: non solo aggiungere megawatt, ma farlo costruendo un impianto che possa diventare il banco di prova per un nuovo standard di settore. La scommessa, costosa e misurata, è che la transizione energetica possa crescere senza ignorare la biodiversità.

L’indicatore da tenere d’occhio

La prima produzione di elettricità è solo l’inizio. Il vero test per Ecowende — e per l’intera industria — inizia ora. Nei prossimi mesi, i riflettori non saranno puntati sui contatori di energia, ma sui dati che arriveranno dalle sette pale rosse. Funzionano? Riducono davvero le collisioni? E, soprattutto, diventeranno un requisito nei prossimi bandi di gara?

Il permesso per il parco, dichiarato irrevocabile dalla RVO già nel maggio 2023, conteneva già i semi di questa scommessa. Ma un conto è promettere misure ecologiche sulla carta, un conto è dimostrarne l’efficacia con i numeri. Se l’esperimento darà risultati positivi, il precedente potrebbe pesare più di qualsiasi dichiarazione d’intenti: i futuri sviluppatori eolici offshore potrebbero trovarsi a dover includere pale colorate — o soluzioni equivalenti — non per scelta, ma per vincere le gare.

Per ora, l’unica certezza è che il parco è lì, collegato alla rete di TenneT, e produce energia. Ma la domanda che conta resta senza risposta: le sette pale rosse di Hollandse Kust West salveranno più uccelli di quanti ne salverebbe un parco tradizionale? Nei prossimi mesi, i primi report ornitologici saranno più importanti dei gigawattora prodotti: da quei numeri dipenderà la credibilità ecologica dell’eolico offshore.