Il progetto da 25 megawatt aveva già ricevuto 15 milioni dall’Unione europea e punta a entrare in funzione nel 2026

All’inizio di settembre, il governo regionale di Valencia ha stanziato ulteriori 66,3 milioni di euro per i piani di idrogeno verde di BP e Iberdrola in Spagna. Peccato che, alla fine del 2024, la stessa BP avesse già dichiarato di aver interrotto i lavori su 18 progetti di idrogeno in fase iniziale, citando risultati finanziari deludenti. Il paradosso è servito: più denaro pubblico su un fronte che il colosso energetico stava ridimensionando.

La cifra non va letta da sola. Va confrontata con la scala reale dell’impianto che dovrebbe beneficiarne: 25 megawatt.

66 milioni per 25 megawatt: l’aritmetica del sostegno pubblico

Nel luglio 2024, bp e Iberdrola avevano firmato la decisione finale di investimento per un progetto di idrogeno verde da 25 MW presso la raffineria di Castellón, previsto operativo nella seconda metà del 2026. Il progetto aveva già ricevuto 15 milioni di euro dal bando Innovative Value Chain and Renewable Hydrogen Knowledge del Piano spagnolo di ripresa, trasformazione e resilienza, con fondi NextGenerationEU dell’Unione europea.

Il nuovo stanziamento regionale si aggiunge a quella base pubblica. Il fatto che si parli di «ulteriori» 66,3 milioni indica che non si tratta del primo intervento pubblico su questo progetto. In termini di aritmetica semplice, la Generalitat mette ora 66,3 milioni su una capacità installata di 25 MW: un rapporto che dice molto della distanza tra la scala reale del progetto e il linguaggio dei comunicati. Non è un dettaglio: i 25 MW di Castellón rappresentano un impianto molto più piccolo di quanto suggerito dal dibattito pubblico sull’idrogeno verde in Spagna.

Ma questi 25 MW sono solo una frazione di ciò che BP aveva promesso.

La promessa dei 2.000 MW e la retromarcia di BP

Il progetto finanziato non nasce nel vuoto: ha una storia di promesse industriali già ridimensionate. Nel 2023, BP dichiarava di voler costruire almeno 200 MW di capacità di idrogeno verde presso la raffineria di Castellón, con la previsione di arrivare fino a 2.000 MW entro il 2030.

Poi, alla fine del 2024, la stessa società ha dichiarato di aver interrotto i lavori su 18 progetti di idrogeno in fase iniziale, sempre a causa di risultati finanziari deludenti. Tra il target del 2023 e il progetto effettivamente avviato — 25 MW, non 200 — c’è una riduzione che nessuna sovvenzione regionale può colmare. Se nemmeno il gigante energetico crede ai propri numeri, chi dovrebbe crederci? E soprattutto: dove finiscono i soldi pubblici?

Chi vince e chi perde (finora)

Per rispondere bisogna guardare non alle promesse, ma ai flussi di denaro. Secondo quanto riportato, il pacchetto valenciano complessivo vale circa 76 milioni di euro per due progetti di BP; oltre ai 66,3 milioni per l’idrogeno verde, compare anche una sovvenzione separata di 9,7 milioni per tecnologie avanzate di lavorazione dei biocarburanti a Castellón.

Si tratta di denaro pubblico che si somma ai 15 milioni già arrivati dall’Unione europea attraverso NextGenerationEU. Il governo regionale finanzia BP e Iberdrola, ma il beneficio per i cittadini valenciani non è automatico: il progetto resta legato alla raffineria di Castellón, a una capacità di 25 MW e a un calendario che punta alla seconda metà del 2026. Non c’è, al momento, alcun elemento che dica se l’idrogeno prodotto andrà a ridurre le bollette o a migliorare la qualità dell’aria locale; l’unico beneficiario certo, finora, è il bilancio del progetto.

Resta la domanda: questi 66 milioni accelerano davvero l’idrogeno verde o finanziano un progetto che il mercato, da solo, aveva già ridimensionato? E chi, alla fine, si assume il rischio se i numeri privati continuano a sgonfiarsi?

La transizione valenciana all’idrogeno è appesa tra ambizione regionale e realismo industriale: i soldi pubblici non bastano se le promesse private si sgonfiano. Chi paga il conto?