Domanda su due parchi dal 2003 e 2010 e nuova sottostazione 110 kV
Sostituire 23 pale con 17 e passare da 36 a 102 MW: la domanda di pianificazione per il Crumhach Wind Farm depositata lo scorso 10 agosto ad An Coimisiún Pleanála è prima di tutto un caso di scuola sul repowering eolico. Nella contea di Sligo, vicino a Dromore West, SSE Renewables propone di smantellare i parchi esistenti di Kingsmountain e Dunneill, arrivati a fine vita operativa, e di costruire al loro posto un impianto quasi tre volte più potente.
Il progetto non è un ampliamento su suolo vergine: è una sostituzione integrale su un sito già industrializzato. SSE Renewables propone di sostituire e ripotenziare i due parchi esistenti con il nuovo sviluppo Crumhach. Se autorizzato e costruito come proposto, l’impianto avrebbe una capacità installata fino a 102 MW, con un massimo di 17 turbine moderne al posto delle 23 in funzione al momento della domanda e una nuova sottostazione onsite da 110 kV. Sulla carta il salto è notevole: resta da capire se la promessa tecnica supererà i tempi della pianificazione irlandese e con quali costi sociali per il territorio.
Da 36 a 102 MW: la matematica del repowering
I due impianti che compongono il sito valgono insieme 36 MW installati: il parco Kingsmountain, operativo dal 2003, ha una capacità di 25 MW; il vicino Dunneill, entrato in esercizio nel 2010, aggiunge 11 MW. Non sono macchine giovani: per più di vent’anni hanno prodotto elettricità pulita per case e imprese irlandesi. Ma il repowering parte proprio da qui, dalla fine del ciclo operativo delle turbine originali.
La proposta di SSE Renewables punta a quasi triplicare la capacità senza aprire un nuovo fronte su suolo agricolo o naturale. Il conteggio tecnico è lineare: 23 turbine di vecchia generazione lasciano il posto a un massimo di 17 macchine moderne, concentrate sullo stesso sito, e la capacità complessiva sale fino a 102 MW. È il meccanismo classico del repowering eolico: sostituire aerogeneratori a fine vita con un numero inferiore di unità più moderne, aumentando la potenza installata. La capacità sulla carta, però, resta una promessa condizionata: il progetto deve ancora ricevere il consenso del regolatore irlandese, An Coimisiún Pleanála.
Il paradosso irlandese: leader eolico che non approva
Il contesto autorizzativo è la vera incognita. L’Irlanda è, secondo i dati del governo, terza al mondo per capacità eolica installata pro capite, con circa 4,8 GW di generazione onshore. Eppure il sistema di pianificazione non ha tenuto il passo: già nel primo trimestre del 2026 il regolatore non ha approvato alcun nuovo parco eolico.
Secondo i dati diffusi da Wind Energy Ireland, nei primi tre mesi del 2026 An Coimisiún Pleanála non ha concesso alcuna autorizzazione per nuovi parchi eolici, rispetto ai sette progetti per 402 MW approvati nello stesso periodo dell’anno precedente. È un paradosso: un paese con una penetrazione eolica tra le più alte del mondo, ma con un’autorità di pianificazione ferma nel rilasciare nuovi permessi. Per un progetto come Crumhach, che non aggiunge nuovo suolo ma ripotenzia due siti esistenti, questa fase di stallo rappresenta il passaggio più delicato tra la carta e il cantiere.
Cosa cambia sul campo: da 650mila euro a una rendita per megawattora
Il caso Derrinlough dimostra che, una volta ottenuto il permesso, c’è un altro numero da aggiornare: quello che torna al territorio. Il parco eolico Derrinlough da 126 MW di Bord na Móna, inaugurato ad aprile 2026, ha attivato il Derrinlough Community Benefit Fund, che fornirà circa 12 milioni di euro alle comunità locali durante la vita del progetto.
Per Crumhach il meccanismo cambia rispetto al passato. Dal 2004 il vecchio Kingsmountain and Dunneill Community Benefit Fund ha versato oltre 650.000 euro ai gruppi locali; con il nuovo impianto il fondo annuale non sarà più una somma fissa, ma una rendita legata alla produttività. In linea con il Community Benefit Rulebook (2025) del Dipartimento del Clima, Energia e Ambiente, il valore sarebbe calcolato a 2 euro per ogni megawattora di elettricità prodotta.
È un trade-off esplicito: il repowering quasi triplica la potenza installata e può aumentare il beneficio comunitario, ma impone un costo sociale per megawattora che cresce con la produzione. Un progetto ben dimensionato sa gestirlo; uno meno produttivo trasformerebbe quella formula in una promessa fragile. Per i 102 MW del Crumhach, il passaggio da promessa a impianto in esercizio dipende prima dai tempi di An Coimisiún Pleanála e poi da quanto vento e quanto beneficio il sito saprà davvero restituire.




