Bando da 28 milioni per stoccare energia pulita oltre 100 ore, ma il gas sale del 42%.
Lo scorso 20 agosto il governo britannico ha lanciato la Ultra-Long Duration Energy Storage Challenge: 28 milioni di sterline per sviluppare tecnologie in grado di immagazzinare energia pulita per oltre 100 ore. L'obiettivo dichiarato è proteggere famiglie e imprese dalle impennate dei prezzi. Ma i numeri che contavano erano già stati scritti mesi prima, a migliaia di chilometri di distanza: nelle quattro settimane successive all'inizio della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran dello scorso 28 febbraio, secondo Ember, il costo medio giornaliero della generazione a gas era salito del 42 per cento. La scommessa britannica si misura da qui, non dai comunicati.
Quasi un mese dopo il lancio, il programma è appena alla fase degli studi. Resta da capire se 28 milioni di sterline bastino a rispondere a un problema che il mercato ha già quantificato e che altri paesi stanno affrontando con numeri di tutt'altra scala.
La scommessa delle 100 ore
Il bersaglio dichiarato è ambizioso: superare il limite degli accumuli convenzionali, che coprono poche ore, per arrivare a sistemi capaci di durare giorni. Il Department for Energy Security and Net Zero punta soprattutto sullo stoccaggio sotterraneo dell'idrogeno, che secondo l'annuncio potrebbe ridurre i costi totali del sistema energetico tra 14 e 50 miliardi di sterline tra il 2035 e il 2050. Sono cifre collocate in un orizzonte lontano, oltre i prossimi dieci anni.
Accanto al bando principale, UKRI ha aperto un concorso con finanziamenti fino a 3 milioni di sterline per studi su tecnologie elettrochimiche di ultra-lunga durata. Il lancio completa il pacchetto da 102 milioni di sterline sulle sfide dell'energia pulita, che include anche la Consumer-led Flexibility Challenge da 74 milioni. Sul fronte regolatorio, Ofgem ha individuato 16 progetti per creare un portafoglio LDES, con l'obiettivo di ridurre i costi alleggerendo la pressione sulle reti di trasmissione e distribuzione. L'impianto c'è, sulla carta. Il problema è cosa succede fuori dalla carta.
I numeri che smentiscono l'ottimismo
Dalla promessa alla realtà: i dati raccontano un'altra storia. Il 42 per cento non è un dettaglio retorico: Ember ha misurato il passaggio da 77,75 a 110,42 sterline per megawattora nelle quattro settimane successive allo scoppio della guerra. È la dimostrazione numerica del perché lo stoccaggio di lunga durata conta: senza accumuli capaci di coprire giorni, ogni shock geopolitico si trasferisce quasi per intero sul prezzo dell'energia. Il bando del 20 agosto arriva quasi sei mesi dopo quella prova pratica.
Il divario competitivo è altrettanto istruttivo. Negli Stati Uniti, un accordo con Xcel Energy finanzia un impianto a batterie ferro-aria di Form Energy da 300 megawatt, pari a 30 gigawattora, destinato ad alimentare un nuovo data center di Google in Minnesota: il più grande progetto di batterie per capacità energetica in gigawattora annunciato finora al mondo. Mentre negli Stati Uniti si finanziano impianti da decine di gigawattora, il Regno Unito apre un bando da 28 milioni di sterline e concorsi per studi da 3 milioni. Non è un confronto tra pari:
è la distanza tra chi costruisce e chi inizia a studiare.
Se altri paesi corrono più veloci, cosa resta al Regno Unito? Un impianto regolatorio avviato con i 16 progetti di Ofgem, una scommessa sull'idrogeno da 14-50 miliardi di risparmi potenziali al 2050 e, per ora, nessuna risposta immediata alla prossima possibile impennata del prezzo del gas.
Chi vince, chi paga, cosa resta in sospeso
Se la partita è globale, il conto è locale. Le famiglie e le imprese britanniche hanno già visto, nella scorsa primavera, quanto costa un sistema esposto al prezzo del gas: 42 per cento in quattro settimane. Lo stoccaggio sotterraneo dell'idrogeno promette risparmi tra 14 e 50 miliardi di sterline fino al 2050, ma è una cifra da orizzonte lontano. Ofgem ha individuato 16 progetti LDES per ridurre i costi alleggerendo la pressione su trasmissione e distribuzione. Resta la domanda che il bando da 28 milioni non può chiudere: chi paga il costo dell'attesa?
Per famiglie e imprese britanniche la domanda non è se lo stoccaggio di lunga durata arriverà, ma se arriverà prima della prossima impennata del gas.




