Il solare distribuito pakistano ha già evitato 12 miliardi di dollari in importazioni fossili entro il 2026

In due anni, tra il 2023 e il 2025, il Pakistan ha installato 27 GW di nuova capacità solare distribuita. È un numero che equivale a tutta la capacità termoelettrica pakistana mai costruita, sommando gas, carbone e olio combustibile. L’incremento della domanda elettrica in quel periodo è stato coperto interamente da generazione solare distribuita e ha già evitato oltre 12 miliardi di dollari in importazioni di combustibili fossili entro il 2026.

L’America impantanata nelle autorizzazioni

Mentre in Pakistan i pannelli compaiono sui tetti senza passare dalla rete, negli Stati Uniti il percorso autorizzativo sta diventando il vero collo di bottiglia. Secondo l’analisi di Wood Mackenzie sui permessi federali, oltre 121 miliardi di dollari di investimenti in 92 GW di progetti rinnovabili sono a rischio a causa di un maggiore controllo federale. Il solare ha la maggiore esposizione assoluta, con il 30% della pipeline statunitense che potrebbe subire revisioni aggiuntive.

«I permessi restano uno degli ostacoli più critici per far avanzare nuovi progetti», ha dichiarato Gaby Ackermann Logan di Wood Mackenzie. «Senza processi più coordinati e prevedibili, ritardi e incertezza continueranno a pesare sulle tempistiche di sviluppo e sulle decisioni di investimento». Un’ingiunzione preliminare di un tribunale federale ha temporaneamente bloccato le nuove restrizioni, e lo SPEED Act, già approvato dalla Camera, promette riforme estese ai requisiti di autorizzazione ambientale.

Ma il passaggio al Senato non è scontato.

In Europa, chi semplifica raccoglie

La Romania ha aggiunto circa 800 MW di solare utility scale tra gennaio e l’inizio di giugno 2026. Un analista locale, Mihai, ha collegato la crescita continua a miglioramenti regolatori e semplificazioni che hanno reso più rapido lo sviluppo delle rinnovabili. Anche in Italia la burocrazia mostra crepe: il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza che annulla i provvedimenti contro due progetti agrivoltaici, stabilendo che l’amministrazione non può opporre criteri astratti alle rinnovabili, soprattutto se introdotti tramite delibere regionali.

Il numero da tenere d’occhio

I 27 GW pakistani sono potenza installata in due anni, non produzione effettiva, e vanno letti accanto ai 92 GW a rischio negli Stati Uniti per un intoppo che non è tecnologico ma interamente burocratico. Nei prossimi mesi l’ago della bilancia sarà l’iter del SPEED Act al Senato americano: se passerà, potrebbe sbloccare una pipeline oggi congelata. Se si arena, il mercato continuerà a premiare i paesi dove un permesso si ottiene in settimane, non in anni.