L’azienda americana ha rilevato gli asset svedesi di Northvolt dopo le difficoltà finanziarie europee.

Otto milioni di corone. Non comprano una fabbrica: comprano il diritto di negoziare su una fabbrica già fallita. È il dettaglio che spiega perché, lo scorso 21 agosto, le masse fallimentari di Morrow Batteries ASA, Morrow Technologies AS e Morrow Industrialization Center AS hanno firmato con Lyten Inc. e Innovation Norway un accordo per la vendita dell’attività di Morrow come going concern. Nella procedura fallimentare, il going concern non è un magazzino di macchinari: è un’attività ancora capace di operare, che passa di mano con i suoi costi quotidiani.

Otto milioni di corone per il diritto di entrare

Secondo quanto riportato, Lyten avrebbe pagato 8 milioni di corone norvegesi, circa 850.000 dollari, per l’esclusiva nel processo di trattativa. È il prezzo del diritto a sedersi al tavolo, non il prezzo dell’asset. La cifra va letta accanto a un’altra: Lyten aveva cercato 650 milioni di dollari di finanziamento dalla Export-Import Bank of the United States (EXIM). Il salto di scala tra le due cifre racconta la natura del problema: i fallimenti europei mettono sul mercato asset a valori minimi, ma rilanciarli richiede capitali di un altro ordine di grandezza.

L’operazione arriva dopo che Morrow aveva presentato istanza di fallimento a maggio 2026. Ma perché Morrow era in vendita? E chi altro ha già raccolto i pezzi dell’industria europea delle celle?

L’accumulatore di macerie

La risposta non sta solo nei conti di Morrow, ma in una sequenza di fallimenti che Lyten ha trasformato in opportunità. Morrow aveva attribuito la decisione di presentare istanza di fallimento agli elevati requisiti di capex per ampliare lo stabilimento di Arendal, combinati con i costi operativi correnti. La gigafactory LFP di Arendal è andata in insolvenza a maggio 2026. Il meccanismo è noto a chi opera nell’industria delle batterie: ampliare una fabbrica di celle richiede investimenti massicci prima di generare ricavi, mentre i costi fissi corrono ogni mese. Quando il capitale non arriva alla scala giusta, il piano industriale collassa.

Lyten arriva da operazioni simili. L’azienda statunitense aveva già completato l’acquisizione degli asset svedesi di Northvolt, per un valore complessivo di quasi 5 miliardi di dollari. Prima ancora aveva assorbito le strutture polacche e tedesche della stessa Northvolt. Il fallimento di Northvolt era arrivato circa un anno prima della crisi finanziaria di Morrow: una dopo l’altra, le iniziative industriali europee nel settore delle celle si sono sciolte, e Lyten ha raccolto i resti, costruendo un portafoglio di capacità che attraversa Svezia, Polonia, Germania e ora Norvegia.

Resta un interrogativo: se gli impianti europei continuano a fallire, chi soddisferà davvero la domanda di celle? Il dato sulla capacità produttiva del continente non promette nulla di buono.

La dipendenza non si spezza

Gli analisti guardano agli incumbent asiatici: la loro esperienza produttiva non è un dettaglio. CATL e LGES hanno sfruttato la propria esperienza nella produzione di celle negli impianti già operativi in Europa. Nel frattempo, la capacità produttiva europea di batterie si sta riducendo drasticamente, mentre gli incumbent asiatici dominano il mercato. È un doppio movimento: la capacità in mani europee si contrae, e quella operativa resta in mani extraeuropee.

Il colpo si estende oltre i bilanci delle singole aziende. Secondo gli analisti di settore, le difficoltà finanziarie di Morrow potrebbero infliggere un nuovo colpo alla fiducia degli investitori nei produttori europei di batterie, prolungando potenzialmente la dipendenza dell’Europa dalla tecnologia cinese per la transizione energetica. La tensione resta aperta: Lyten ha raccolto asset, ma non ha ancora risposto alla domanda di scala e costi.

L’acquisizione Lyten-Morrow non è un salvataggio: è un passaggio di proprietà di capacità fallita. Per chi installa o gestisce impianti, la supply chain europea resta appesa a decisioni di capitali extraeuropei e a una scala produttiva che oggi è altrove. Lyten ha raccolto i resti: resta da vedere se saprà rispondere alla domanda di scala e costi.