Il progetto da 700 milioni poggia su 450 milioni di equity estero e sui pagamenti del meccanismo di capacità belga
Seicentoquaranta Tesla Megapack 3 in fila a Dilsen-Stokkem, nel Limburgo belga: 700 megawatt di potenza, 2.800 megawattora di capacità di accumulo. È Green Turtle, il più grande impianto di stoccaggio energetico del Belgio, secondo l’annuncio ufficiale di Giga Storage. I lavori sono partiti lo scorso 17 settembre. Nei momenti di picco, l’impianto potrà immettere in rete elettricità equivalente al consumo giornaliero di circa 385.000 famiglie. È una centrale al contrario: non produce, ma trattiene e restituisce energia quando serve. E la trattiene a lungo: con 2.800 MWh e 700 MW di potenza, in termini semplici significa circa quattro ore di erogazione alla massima potenza.
Il confronto più utile per capire la scala è con Vilvoorde. Lì ENGIE gestisce un BESS da 200 MW e 800 MWh, pienamente operativo da novembre 2025 e oggi tra i più grandi progetti attivi in Belgio. Quando Green Turtle entrerà in funzione, avrà 3,5 volte la sua capacità di accumulo. Dalla messa in servizio, prevista per fine marzo 2028, Giga Storage stima che l’impianto eviterà circa 665.794 tonnellate di CO₂ all’anno, a partire dal sesto mese di esercizio. Sulla carta, numeri solidi. Resta la domanda di partenza: chi paga un’infrastruttura da circa 700 milioni di euro di investimento totale?
Capitali esteri, contratti belgi
La risposta combina capitale straniero e meccanismi di mercato locali. Un consorzio di 10 banche fornirà 450 milioni di euro in equity estero, secondo quanto riportato a luglio 2026 dalla stampa specializzata. La quota restante arriverà come equity da InfraVia Capital Partners, azionista francese di maggioranza di Giga Storage. Il progetto belga, in altre parole, poggia in gran parte su capitali che belgi non sono.
L’ancoraggio locale però esiste, ed è il Capacity Remuneration Mechanism (CRM), il sistema di aste che seleziona i progetti da remunerare per la capacità disponibile. Aurora Energy Research calcola che 1,1 GW di nuova capacità di batterie sia stata selezionata per ricevere pagamenti di capacità entro l’inverno 2028-2029. Nei quattro turni d’asta analizzati dalla fonte, sono stati selezionati 13 nuovi progetti di accumulo su larga scala; i contratti più grandi sono andati a ENGIE, Storm e Giga Storage. Green Turtle non è un’eccezione: è il frutto più visibile di questa filiera di incentivi.
Il senso del modello lo ha spiegato Kevin Dijkers, CEO di Giga Storage: «Green Turtle è molto più di un progetto di stoccaggio», ha detto. «È un’infrastruttura critica che rafforza la sicurezza dell’approvvigionamento del Belgio, consente più energia rinnovabile e riduce la dipendenza dai combustibili fossili importati». Resta la domanda se questo schema — equity estero e pagamenti di capacità belgi — basterà a portare l’azienda fino ai 2 GW operativi entro il 2030.
Il numero da guardare fino al 2028
La traiettoria è tracciata: messa in servizio a fine marzo 2028, obiettivo di 2 GW di capacità di stoccaggio operativa entro il 2030 in tutti i mercati, dopo l’ingresso in Germania nel 2025 con l’acquisizione di Project Albatross. Ma il test vero è la consegna. Se il cantiere di Dilsen-Stokkem rispetterà la tabella di marzo 2028, il benchmark non saranno i soli megawatt: sarà il 1,1 GW di capacità selezionata nelle aste CRM entro l’inverno 2028-2029 a definire la credibilità del modello. Da tenere d’occhio, più dei numeri: i mesi che mancano al primo dispacciamento.




