Il dato di luglio è una media mensile, non un picco: il Regno Unito punta a 45-47 GW nel 2030

9,6% a luglio 2025. 14,4% a luglio 2026. E il 12 luglio, per un pomeriggio, il 18,8%. Non è una quota di mercato: è l’elettricità generata dal solare in Gran Bretagna. I dati di luglio, diffusi da Solar Energy UK all’inizio di agosto, raccontano un cambio di passo che a fine settembre resta il punto da osservare: il 14,4% non è un picco isolato, ma il sintomo di una seconda fase di crescita del fotovoltaico britannico.

Il balzo dal 9,6 al 14,4%

La base di confronto va letta con attenzione: il 14,4% è una media mensile, non una punta oraria. Nel luglio 2025, secondo i dati del National Energy System Operator (NESO), il solare aveva coperto il 9,6% della generazione. Dodici mesi dopo è salito al 14,4%, nuovo record mensile, superando il 12,4% toccato appena a maggio. Il dato medio nasconde però le giornate migliori: domenica 12 luglio, in coda a un’ondata di caldo, i pannelli hanno fornito il 18,8% dell’elettricità britannica, a un passo dal 19,5% stabilito il 24 maggio.

La macchina dietro il record

Un salto così non dipende solo dal meteo. Nel primo semestre del 2026, secondo i dati ufficiali, sono stati completati 142.536 impianti fotovoltaici nel Regno Unito: il numero più alto in un semestre dell’era post-sussidi. A questa base diffusa si somma la scala dei grandi progetti. Il parco solare di Cleve Hill esporta al 100% dei suoi 373 MW in corrente continua, una dimensione più di quattro volte superiore a quella del secondo impianto operativo britannico per taglia.

A rendere sostenibile l’integrazione è anche la discesa dei costi di accumulo. Già all’inizio del 2025, secondo BloombergNEF, il costo chiavi in mano dei sistemi di batterie su scala di rete era diminuito di circa il 40% rispetto al 2017. In pratica, quota crescente di generazione solare e batterie meno care viaggiano insieme: una parte della produzione che non viene consumata subito può essere spostata nelle ore serali.

La scommessa dei 45-47 GW

Il dato britannico non è un caso isolato. Ad aprile 2026, secondo Ember, la generazione globale da vento e solare è cresciuta del 13% su base annua; nel Regno Unito l’aumento è stato del 35%, contro il +14% della Cina, il +13% dell’Unione europea, il +8% degli Stati Uniti, il +17% dell’Australia, il +24% del Cile e il +4% del Brasile. Nello stesso mese, per la prima volta a livello globale, vento e solare hanno generato più elettricità del gas.

Le implicazioni si misurano anche in importazioni evitate. A marzo 2026, secondo un’analisi di Carbon Brief, il Regno Unito ha evitato gas importato per un valore di un miliardo di sterline grazie alla produzione record di vento e solare. Frankie Mayo, sulle colonne del Guardian, ha descritto il momento come una seconda fase di espansione solare britannica, dentro una tendenza mondiale in cui famiglie e governi trattano il fotovoltaico come alternativa locale e a basso costo a petrolio e gas.

Il numero da tenere d’occhio è il target del piano britannico: accelerare il fotovoltaico dagli attuali 21,6 GW a 45-47 GW entro il 2030. Se il ritmo di installazioni del primo semestre 2026 — 142.536 impianti — dovesse continuare, il sorpasso strutturale sul gas non sarebbe più un episodio di aprile, ma la nuova base dei bilanci di generazione.