All’inizio di agosto, secondo l’annuncio pubblicato da DEME Group su LinkedIn, il cantiere del parco eolico Nordlicht I ha superato un altro passaggio: dopo l’installazione del primo monopile avvenuta a luglio, la nave jack-up Sea Installer ha posato la prima transition piece. Siamo a 85 chilometri a nord dell’isola di Borkum, nel Mare del Nord tedesco, dove sorgerà quello che, secondo lo stesso annuncio, diventerà il più grande parco eolico offshore della Germania, con una capacità di circa 980 MW una volta completato.

Il cantiere del gigante

Per capire cosa significa, basta guardare cosa sta accadendo a 85 chilometri a nord di Borkum. Le navi Orion e Sea Installer di DEME stanno eseguendo la campagna di installazione delle fondazioni e delle transition piece. Non è un comunicato generico: è una macchina industriale che lavora in mare aperto, con componenti che misurano fino a 80,5 metri di lunghezza e pesano fino a 1.290 tonnellate, secondo i dati diffusi da Vattenfall. In totale verranno installati 68 monopili e pezzi di transizione. Il 1° luglio, come ricostruito da Vattenfall, il primo monopile era stato installato nel Mare del Nord tedesco.

La scelta delle parole conta: il più grande parco eolico offshore della Germania non è un dettaglio. Oggi quel titolo, secondo EnBW, appartiene a He Dreiht, terzo parco eolico offshore di EnBW nel Mare del Nord e di gran lunga il più grande, con 64 turbine e 960 MW. Nordlicht I, con i suoi 980 MW, lo supererà di poco. Ma il gigante appena nato si scontra con un obiettivo di sistema che resta lontanissimo.

Il conto che non torna

La soddisfazione per il cantiere si ferma davanti a numeri nazionali che suonano come un allarme. La Germania ha fissato un obiettivo di 30 GW di eolico offshore al 2030. Secondo il fact sheet di Clean Energy Wire, la capacità installata riportata è di 9,7 GW. Per arrivare a 30 GW servirebbe triplicare la capacità installata entro cinque anni. È una distanza che non si colma con un singolo parco, per quanto grande: Nordlicht I porterà circa 980 MW, He Dreiht 960, eppure il totale nazionale resta lontano dalla promessa.

Il punto non è se Nordlicht I sia un buon progetto. Lo è, e il cantiere lo dimostra. Il punto è un altro: si sta costruendo con la velocità necessaria? Un obiettivo scritto in un piano non installa turbine. I numeri dicono che, al ritmo di pochi parchi all’anno, il 2030 arriverà prima della capacità promessa. Se per un singolo parco servono 68 monopili e pezzi di transizione, il salto a 30 GW richiede una moltiplicazione di cantieri che non è ancora visibile. Il sorpasso su He Dreiht è reale, ma è un sorpasso di 20 MW, non un cambio di passo. Resta da chiedersi se questo cantiere sia l’inizio di una nuova velocità o solo un’eccezione.

La domanda aperta

Davanti a un divario del genere, la domanda non è se Nordlicht I sia un buon progetto, ma se basterà. Se il ritmo non cambia, chi paga il conto sono i cittadini e le imprese tedesche, che si trovano davanti a un obiettivo dichiarato e a un’attuazione che viaggia a un’altra velocità. Il gigante del Mare del Nord è un tassello, non la soluzione.