Un portafoglio da 300 MW e una pipeline che cresce, ma il collo di bottiglia resta la capacità della rete

Nel 2025 la Germania ha installato 842 megawatt di batterie su scala di rete, quasi il doppio dei 450 dell’anno precedente, e la capacità energetica è salita di 1,6 gigawattora raggiungendo i 3,5 GWh complessivi. Stando ai dati della U.S. International Trade Administration, il mercato tedesco dello stoccaggio si è messo a correre. Eppure, già alla fine del terzo trimestre di quello stesso anno, i quattro gestori di trasmissione avevano in coda richieste per 211 gigawatt di accumulo su larga scala. È dentro questa forbice che, lo scorso 9 luglio, Flower ha firmato l’acquisizione di sette progetti BESS pronti per la costruzione in Germania, per un totale di 112 megawatt di potenza e 332,5 megawattora di capacità. I progetti – distribuiti in sette comuni di cinque Länder, con una durata di accumulo fra le tre e le quattro ore – sono stati sviluppati da Chint Solar Europe e, spiega l’azienda svedese, sono tutti dotati di connessione alla rete e dei permessi necessari. La prima messa in servizio è attesa per il trimestre iniziale del 2027.

La scommessa da 300 MW

Con questa operazione il portafoglio tedesco annunciato pubblicamente da Flower sale a circa 300 megawatt. Poche settimane prima, la società aveva già rilevato un progetto da 63 MW / 257 MWh a Döllnitz, in Sassonia-Anhalt. La traiettoria è quella di una startup nata nel 2020 da un’intuizione di Diklev – il nome Flower è un accorciamento di “flexible power”, come ha raccontato in un’intervista a Energy-Storage.news – e che nell’ottobre 2024 ha chiuso il suo round Serie A a 45 milioni di euro, con un’ulteriore tranche da 20 milioni che ha portato gli investimenti complessivi a 100 milioni di euro. Numeri che raccontano di una scommessa convinta sulla Germania: un mercato dove, nel 2025, il solo segmento utility-scale ha sfiorato il raddoppio della potenza e dove la corsa agli accumuli sta attirando capitali in quantità.
Ma Flower non corre da sola.

Sul tracciato dei giganti

Già nel 2024 TotalEnergies aveva lanciato 221 MW di nuovi sistemi di accumulo sviluppati da Kyon Energy, società tedesca che lo stesso gruppo francese aveva acquisito quell’anno. Solo poche settimane prima dell’accordo Flower, a giugno 2026, Chint Solar Europe aveva ceduto un altro portafoglio BESS a Second Foundation, come documentato dallo studio legale Osborne Clarke, segnale che lo stesso sviluppatore sta rapidamente monetizzando i progetti pronti a costruire. Il movimento si inserisce in un mercato europeo che nel 2025, secondo SolarPower Europe, ha installato 36 GWh di nuova capacità – una crescita del 48% anno su anno – con la Germania che si è ritagliata un ruolo da locomotiva. Il punto, però, è un altro: quanti di questi gigawatt annunciati troveranno effettivamente spazio sui cavi della rete tedesca?

L’elefante nella rete

Perché i dati sulla capacità installata, per quanto impressionanti, raccontano solo metà della storia. L’altra metà sta nella coda di connessione. Stando a quanto ricostruito da Energy-Storage.news incrociando i dati dei quattro TSO tedeschi, alla fine del terzo trimestre 2025 erano state presentate 717 richieste per circa 270 GW di nuova capacità; di queste, 545 – vale a dire 211 GW – riguardavano esclusivamente batterie su larga scala. Per dare un ordine di grandezza: parliamo di una potenza almeno venticinque volte superiore a quella effettivamente connessa nello stesso anno. La domanda, allora, non è se i progetti verranno realizzati – Flower ha già permessi, connessione e finanziamenti – ma se la rete riuscirà a gestire un volume di iniezioni e prelievi che, se anche solo una parte di quelle richieste si concretizzasse, cambierebbe radicalmente la fisica del sistema elettrico tedesco. E mentre i gigawatt si accumulano sulla carta, la partita vera si gioca su cavi e cabine che ancora non ci sono.

Flower e gli altri sviluppatori possono contare su una pipeline che cresce a doppia cifra, ma il vero collo di bottiglia non è la capacità di sviluppare progetti: è la capacità della rete di assorbirli. Fino a che punto i TSO tedeschi potranno soddisfare questa fame di connessioni, e a quali condizioni, resta la variabile che nessun annuncio societario può sciogliere.