Ecowende ha costruito il parco con criteri ecologici avanzati per ridurre l’impatto su avifauna e fondali
Ieri, 6 luglio 2026, cinquantadue turbine Vestas V236-15.0 MW hanno iniziato a immettere elettroni nella rete olandese. È la prima energia verde di Hollandse Kust West, il parco eolico offshore da 760 MW sviluppato da Ecowende — la joint venture tra Eneco, Shell e Chubu Electric Power. Un singolo kilowattora che sblocca un progetto annunciato con la vittoria della gara il 15 dicembre 2022 e dichiarato irrevocabile dall’RVO il 22 maggio 2023, ma che oggi racconta una storia più ampia: la costruzione di una piattaforma energetica dove generazione, stoccaggio e trading convivono sotto lo stesso tetto.
L’architettura del gigante: 52 turbine da 15 MW e un cantiere pensato per non sprecare nulla
Il dato tecnico è asciutto: 52 aerogeneratori Vestas V236-15.0 MW, per una capacità complessiva di 760 MW. Ogni turbina porta con sé un rotore di 236 metri di diametro, pensato per il regime di venti del Mare del Nord. La prima energia, ufficializzata il 6 luglio 2026, arriva dopo tre anni e mezzo di sviluppo — un tempo nella media per l’offshore olandese — e con una promessa ambientale esplicita: Ecowende ha impostato il cantiere con criteri ecologici avanzati, riducendo l’impatto su avifauna e fondali, e dichiara l’impianto «uno dei parchi eolici offshore più ecologici al mondo».
Il collegamento alla rete di TenneT chiude la fase di costruzione e apre quella operativa. Ma il vero test per un impianto da 760 MW in un mare congestionato come il tratto olandese della North Sea non è la produzione di punta: è la gestione dei momenti in cui il vento manca.
La risposta a un mare fermo: batterie e flessibilità
Quello che l’eolico non vede — la bonaccia improvvisa, l’eccesso di offerta nelle ore notturne — è il tallone d’Achille di ogni parco offshore. Eneco ha una risposta che va oltre il singolo impianto. Lo scorso 26 giugno, l’azienda ha firmato un contratto con lo sviluppatore belga Storm per controllare due grandi parchi batteria con una capacità complessiva di 300 MW. Un accordo che porta la capacità flessibile BESS di Eneco a 1,2 GW distribuiti tra Paesi Bassi, Belgio e Germania — un volume che sposta gli equilibri su una rete dove l’intermittenza è diventata il primo fattore di costo operativo.
Il passaggio è significativo perché il mercato olandese dello stoccaggio energetico è rimasto fermo per anni, bloccato da barriere regolatorie che hanno scoraggiato gli investimenti in batterie utility-scale. Con l’ingresso di asset da 300 MW controllati direttamente da un operatore verticalmente integrato, il paradigma cambia: l’energia di Hollandse Kust West non arriva più «nuda» sul mercato, ma può essere assorbita dagli storage quando i prezzi crollano e reimmessa quando la domanda sale. Per chi gestisce parchi eolici in un sistema congestionato, la coppia eolico-batteria non è un accessorio: è la condizione per proteggere i margini.
Oltre l’Olanda: la piattaforma energetica prende forma
Ma Eneco non si ferma alla coppia eolico-batteria. I numeri del 2025, pubblicati la scorsa settimana, mostrano un EBIT di 383 milioni di euro — in crescita rispetto ai 341 milioni del 2024 — e un utile netto di 271 milioni. Numeri solidi, che raccontano la tenuta di un modello dove generazione e trading sono sempre più integrati. E le acquisizioni lo confermano.
A metà giugno 2026, l’azienda ha rilevato una partecipazione di maggioranza nella polacca Hekla Energy, società di trading energetico in rapida espansione, portando la propria presenza diretta in un mercato dell’Est Europa dove le rinnovabili stanno accelerando. A dicembre 2025, dopo il via libera dell’ACM, aveva già completato l’acquisizione di Gulf Gas + Power, rafforzando la capacità di operare sui mercati del gas e della flessibilità a breve termine. Il risultato è un portafoglio che copre generazione eolica offshore, stoccaggio elettrochimico e accesso diretto ai mercati di trading in tre paesi — una configurazione che permette di piazzare ogni megawattora nel momento e nel luogo più redditizio.
Per chi installa e gestisce impianti, il trade-off è ormai chiaro: l’eolico offshore resta la spina dorsale della transizione, ma senza batterie e senza una presenza strutturata sui mercati esteri, l’energia pulita rischia di restare intermittente — e meno remunerativa. Con Hollandse Kust West che entra in esercizio, Eneco ha scelto di non correre questo rischio.




