Il bando vuole colmare un vuoto in un territorio vasto, con 31 km di costa e punti a bassa potenza

L’obiettivo, come indicato nella determinazione di approvazione dell’avviso pubblico, è acquisire manifestazioni di interesse per la progettazione, fornitura, installazione e gestione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici nel territorio della città. L’importo dell’avviso non è indicato: un elemento che rende ancora più difficile valutare la portata effettiva dell’intervento e la sostenibilità economica per chi parteciperà.

Il paradosso dei 19 punti: il comune con più colonnine ma quasi tutte a bassa potenza

Come emerge da una ricognizione dell’Eco dello Ionio, Corigliano-Rossano non è un comune qualsiasi nella mappa della ricarica calabrese: è quello con il maggior numero complessivo di punti, 19 EVSE. Ma la quantità racconta solo metà della storia. La dotazione è dominata da 13 punti Quick e 4 Slow, categorie pensate per ricariche lunghe o di emergenza; soltanto 2 sono classificati Fast e si trovano tutte nell’area di Corigliano, mentre non risulta alcuna infrastruttura HPC o Ultra-fast, le tipologie che oggi permettono di ricaricare un’auto elettrica in tempi compatibili con una sosta breve.

Se questa è la rete più dotata del territorio, cosa significa per chi guida elettrico e per chi vorrebbe farlo? Il bando nasce esattamente da qui: non da un generico sviluppo, ma da una debolezza specifica della rete esistente. L’anomalia di Corigliano-Rossano è un campanello d’allarme: avere il primato per numero di stalli non basta, se quei punti non erogano abbastanza potenza per essere davvero utili nella vita quotidiana.

Un bando in un deserto di ricarica: il peso del divario regionale

Il paradosso locale si spiega guardando la mappa. Non è solo una questione di potenza: è la desertificazione dell’offerta di ricarica che pesa su tutto il Mezzogiorno. Secondo i dati riportati da Renewable Matter, in regioni come la Calabria e la Basilicata si contano meno di 500 punti di ricarica ciascuna, a fronte dei quasi 9.000 della Lombardia. Un divario enorme, che lascia intere province senza una copertura minima e rende l’auto elettrica una scelta difficile per chi vive o viaggia al Sud.

A questo si aggiunge la conformazione del territorio. Corigliano-Rossano è descritta come un territorio vastissimo, con due grandi aree urbane, decine di contrade, 31 chilometri di costa, ospedali e importanti flussi turistici, come riportato in un approfondimento dell’Eco dello Ionio. Servire una simile estensione con appena 19 punti, quasi tutti a bassa potenza, significa lasciare scoperti sia i residenti sia i visitatori. È per questo che il Comune ha deciso di aprire alla concessione amministrativa di aree del suolo pubblico: non per sostituire una rete assente, ma per colmare un vuoto che oggi rende l’auto elettrica poco praticabile in gran parte del territorio.

Con questo squilibrio, chi risponderà davvero all’avviso e con quale modello di business? La scommessa non è solo tecnica, ma economica: portare colonnine in un’area a bassa densità di veicoli elettrici richiede operatori disposti a investire senza la garanzia di volumi immediati.

La partita per Enel X e Be Charge: non è tecnologia, è economia di scala

A rispondere al bando, però, non saranno solo amministratori e cittadini: il mercato delle ricariche pubbliche è dominato da due grandi player. Enel X figura come il più grande operatore nazionale con oltre 13 mila punti; Be Charge risulta il secondo player in Italia nella gestione delle reti di ricarica per veicoli elettrici. Per loro, una manifestazione di interesse in un comune calabrese non è una questione tecnologica, ma di economia di scala: i costi di progettazione, installazione e gestione vanno ammortizzati su flussi di utilizzo che, davanti a una rete quasi tutta Quick e Slow, restano tutti da costruire. Il vero banco di prova è se l’avviso riuscirà a portare sul territorio non solo colonnine, ma gestori con modelli di business sostenibili, oppure se resterà un atto amministrativo senza conseguenze.

Il vero test per Corigliano-Rossano non è quante colonnine verranno promesse, ma se l’avviso saprà portare sul territorio potenze e gestori capaci di trasformare una rete anomala in un servizio reale. La scadenza del 15 settembre è passata; ora resta da capire se le eventuali manifestazioni di interesse saranno all’altezza della scommessa.