Cierco Energy si aggiudica due impianti galleggianti da 100 MW, prima generazione nel 2031

Cento megawatt, due volte. Non sono numeri da parco eolico commerciale: sono la taglia scelta per due progetti Test & Demonstration galleggianti, capaci di alimentare fino a 200.000 case al largo del Pembrokeshire. A quasi due mesi dall’annuncio dello scorso 30 luglio 2026, la firma dell’Agreement for Lease con The Crown Estate conta meno del calendario che apre: prima generazione nel 2031. L’accordo tra Cierco Energy e The Crown Estate ha ufficialmente assegnato i diritti sul fondale marino per i progetti Llŷr Wind nel Mare Celtico.

Duecento mila case in mare aperto

Dettaglio tecnico: si tratta di due impianti da 100 MW ciascuno, classificati come Test & Demonstration. In pratica, non sono pensati per competere sulla taglia con i giganti da gigawatt del Mare del Nord, ma per provare in scala reale le tecnologie eoliche galleggianti di nuova generazione. Secondo la nota ufficiale di Cierco Energy, l’accordo sblocca due progetti pionieristici da 100 MW al largo della costa del Pembrokeshire, pronti ad alimentare fino a 200.000 abitazioni. I Llŷr saranno tra i primi progetti nel Regno Unito a testare su scala rilevante le tecnologie eoliche offshore di nuova generazione.

Julia Rose, Head of Offshore Wind di The Crown Estate, ha spiegato che il Mare Celtico presenta una significativa opportunità per accelerare lo sviluppo dell’eolico offshore, sbloccando nuove fonti di energia pulita attraverso l’eolico galleggiante e creando benefici a lungo termine per il Galles. Scott Harper, Managing Director di Cierco Energy, ha definito l’accordo un «momento decisivo» per il futuro dell’energia verde nel Mare Celtico. Il quadro si completa con i dati di Marine Energy Wales: risultano in sviluppo cinque progetti Test & Demonstration proposti, per una potenza complessiva superiore a 400 megawatt. I due Llŷr, con i loro 200 MW complessivi, rappresentano la metà di quel potenziale.

Dal 2021 a oggi: la via stretta del galleggiante gallese

I progetti Llŷr sono stati selezionati per lo sviluppo nel 2021 nell’ambito dell’opportunità di leasing di The Crown Estate per l’eolico galleggiante su scala commerciale iniziale nel Mare Celtico. Già allora la scelta era strategica: non una semplice autorizzazione, ma un banco di prova per tecnologie ancora da validare su acque profonde. Cierco Energy si aggiudicò i due siti in una joint venture con SBM Offshore chiamata Floventis Energy, che aprì la consultazione pubblica per il progetto Llŷr 1 all’inizio del 2024.

La via si è fatta più stretta nel dicembre 2024, quando SBM Offshore ha raggiunto un accordo con Cierco Energy per vendere tutte le sue azioni in Floventis Energy Ltd. In quel passaggio, SBM Offshore è uscita da Floventis Energy cedendo le quote a Cierco. L’uscita ha lasciato Cierco Energy sola alla guida dei due progetti, ridisegnando l’assetto industriale di un’iniziativa che era nata come impresa congiunta. Resta una domanda: cosa cambia adesso, sul piano industriale e competitivo, per chi dovrà costruire e per chi gareggerà su queste acque?

Il 2031 è lontano, ma Round 5 è già alle porte

La risposta arriva dai numeri del lavoro e dal calendario. Secondo il Governo gallese, il progetto contribuirà alle ambizioni del Galles per il net zero carbon, con circa 2.000 posti di lavoro previsti durante la fase di costruzione. Ma la prima generazione di energia è prevista per il 2031: sette anni in cui la filiera gallese dovrà trasformare la promessa occupazionale in capacità reale.

Nel frattempo, la competizione non aspetta. L’asta Offshore Wind Leasing Round 5 di giugno ha assegnato i diritti per due dei tre siti destinati a nuovi parchi eolici galleggianti a Equinor e Gwynt Glas, come comunicato da The Crown Estate. Da qui in avanti, ogni mese conta: la partita per il Mare Celtico non si gioca solo sulla carta.

Per chi opera nell’eolico offshore, il Mare Celtico non è più una promessa: è un banco di prova contrattualmente vincolato. Ma il 2031 è lontano, e la partita commerciale è già iniziata con l’asta Round 5. La vera scommessa gallese sarà trasformare i 2.000 posti di lavoro promessi in una filiera locale prima che il primo kWh venga immesso in rete.