Il Mase approva l’asta Terna 2028, ma il derating batterie in Sicilia e Sardegna scende dal 67% al 31%
Un paradosso, nei numeri del capacity market con consegna 2028. La curva di domanda sale di 2,1 gigawatt nei punti B e C, soprattutto al Nord, eppure per una batteria da quattro ore in Sicilia e in Sardegna il coefficiente di derating crolla dal 67% dell’asta precedente al 31%. La remunerazione dell’accumulo si dimezza, proprio dove l’analisi pubblicata da QualEnergia.it segnala rating Bess molto più bassi in Sud-Calabria e nelle isole.
La decisione: più capacità al Nord, rating in calo al Sud
Il 6 agosto scorso, con decreto ministeriale n. 259, il Mase ha approvato la disciplina del sistema di remunerazione della disponibilità di capacità produttiva di energia elettrica presentata da Terna per l’asta con consegna 2028. Le regole e i documenti finali dell’asta sono stati pubblicati martedì 11 agosto. A colpire è la spaccatura geografica: la curva di domanda sale di 2,1 GW nei punti B e C, soprattutto al Nord, mentre i rating Bess risultano molto più bassi in Sud-Calabria e nelle isole.
Secondo Aurora Energy Research, l’asta 2028 potrebbe essere la prima a produrre un market splitting geografico. In pratica, il mercato della capacità rischia di smettere di trattare l’Italia come un unico blocco e di valutare in modo diverso le zone settentrionali rispetto a quelle meridionali e insulari. Il dato aggregato, però, nasconde un crollo selettivo: cosa succede alle batterie nelle isole?
Chi perde: il derating delle batterie al Sud e la giustificazione di Terna
Dietro la curva che sale al Nord c’è un crollo silenzioso al Sud: i coefficienti di derating. Secondo i calcoli di Aurora Energy Research, per una batteria da 4 ore in Sicilia e in Sardegna il coefficiente è passato dal 67% dell’asta precedente al 31%. In termini concreti, la stessa batteria vale poco più della metà di quanto valeva nell’asta precedente ai fini dell’adeguatezza. Sempre secondo Aurora, i valori finali implicano una remunerazione delle batterie del 50% inferiore rispetto all’asta precedente per una batteria da 4 ore in Sicilia e in Sardegna.
Il paradosso sta nella giustificazione tecnica. Terna ha spiegato che all’aumentare della penetrazione nel sistema elettrico diminuisce il contributo incrementale all’adeguatezza della nuova capacità di accumulo. È un criterio che ha una logica di sistema: più batterie entrano in rete, più il servizio marginale di ciascuna si riduce. Ma il suo effetto geografico è asimmetrico: penalizza le aree in cui i rating Bess scendono di più, cioè Sud-Calabria e isole, proprio le zone in cui il capacity market dovrebbe attrarre nuova capacità per tenere il sistema in equilibrio.
Il quadro di partenza aiuta a capire la posta in gioco. A marzo 2025 l’Italia disponeva di 1 GW di capacità BESS su scala di rete, terza in Europa a pari merito con l’Irlanda, dietro Germania (1,6 GW) e Regno Unito (5,6 GW). Con un segnale di prezzo così ridotto in Sicilia e in Sardegna, il rischio è che gli sviluppatori rivedano i piani di investimento. Se il ritorno economico si dimezza, chi parteciperà alla prossima asta?
Calendario aperto: Macse a novembre, asta 2028 rimandata
La decisione è presa, ma il calendario resta incerto. A inizio marzo, alla fiera Key di Rimini, Terna aveva annunciato che la seconda procedura Macse per le batterie si sarebbe tenuta prima dell’estate e che l’asta del capacity per l’anno di consegna 2028 si sarebbe svolta nell’ultimo trimestre del 2026. Ora la prospettiva è diversa: la seconda procedura Macse, riservata alle Bess, è prevista per il 24 novembre 2026 con consegna 2029, e l’asta del capacity market con consegna 2028 probabilmente slitterà a dopo quella data.
La domanda resta aperta: chi investirà in batterie al Sud con ricavi dimezzati e tempi che slittano? Il 24 novembre non sarà l’asta capacity, ma un primo banco di prova: dirà se gli operatori sono disposti a scommettere ancora sull’accumulo nelle zone penalizzate dal nuovo rating, oppure se il Sud resterà scoperto.




