Scadenza 15 ottobre 2026 valida per tutti: 549 progetti ammessi, 46 già operativi

La notizia non è l’approvazione europea della revisione del piano biometano: è il meccanismo che, in queste settimane, sta separando i progetti destinati a entrare in esercizio da quelli che resteranno sulla carta. La finestra per la presentazione delle garanzie di realizzazione è aperta fino al 15 ottobre 2026, indipendentemente dalla data di sottoscrizione dell’Accordo di Concessione, e da settembre è operativo il portale Giga. A rendere visibile questo spartiacque è l’analisi pubblicata da Legance, che ricostruisce i tempi tecnici e i nodi da sciogliere.

La finestra che decide chi parte davvero

Il 13 agosto scorso il Gse ha pubblicato gli schemi di garanzia per il biometano e ha fissato una finestra per la loro presentazione dal 15 settembre al 15 ottobre 2026, indipendentemente dalla data in cui ciascun beneficiario ha sottoscritto il proprio accordo di concessione. Non è un dettaglio procedurale: chi ha perfezionato l’accordo in momenti diversi si trova davanti allo stesso calendario, e la scadenza vale anche per le facilities agrivoltaico e per le pratiche ecologiche. Da settembre è operativo il portale Giga per la gestione telematica di queste garanzie.

Le regole operative pubblicate a marzo 2026 fissano un bivio concreto: avviare i lavori entro tre mesi dal perfezionamento dell’accordo di concessione, oppure prestare una garanzia. La finestra di settembre-ottobre è il momento in cui questa alternativa diventa esecutiva. Il termine per inviare la nota di accettazione e perfezionare l’ultimo accordo di concessione era scaduto il 30 luglio 2026. Ma questa finestra non è che l’ultimo anello di una catena normativa che è cambiata in profondità.

Da metri cubi a euro: il ribaltamento silenzioso

Già a fine novembre 2025 la Commissione europea aveva approvato la revisione del piano italiano, aprendo la strada alla cosiddetta facility biometano. Il cambio di logica, però, è avvenuto prima ancora che sulla carta: secondo la ricostruzione di Riciclanews, il governo ha sostituito il target produttivo di 2,3 miliardi di metri cubi con un obiettivo di spesa da 2,2 miliardi di euro. Non è una semplice questione di unità di misura: un obiettivo di spesa sposta il rischio di realizzazione sui singoli progetti, perché il sostegno non è legato a un volume di gas immesso in rete ma a una spesa amministrata. La gestione della nuova facility è stata affidata al Gse, con l’assegnazione dei fondi prevista entro giugno 2026.

Il quadro normativo di riferimento era il Decreto Biometano: secondo la ricostruzione pubblicata da Federmetano, il decreto del 15 settembre 2022 continuava ad applicarsi per quanto non espressamente modificato dall’articolo 27 del DL PNRR. La regola dei 24 mesi è il punto fermo: le iniziative ammesse dovranno entrare in esercizio entro un termine massimo di 24 mesi dalla comunicazione o pubblicazione dell’Accordo di concessione da parte del Gse. E questo vale sia per i contributi in conto capitale PNRR sia per gli incentivi in conto esercizio previsti dal Decreto Biometano. In pratica, nessun progetto ammesso può permettersi di restare fermo: il tempo massimo è identico per tutte le forme di sostegno.

549 ammessi, 46 operativi, 323 in cantiere

I numeri raccontano meglio di qualsiasi annuncio. Secondo i dati riportati da Rigeneriamo il Territorio, nelle cinque graduatorie risultano ammessi 549 progetti di biometano, per una capacità produttiva complessiva stimata in 236 mila standard metri cubi all’ora. Di questi, 46 impianti risultano già operativi e 323 hanno avviato i lavori. La quota restante non compare nelle due categorie indicate dalla fonte.

Il confronto è impietoso se letto alla luce della regola dei 24 mesi: chi ha già acceso un impianto ha superato la fase più rischiosa, chi ha cantieri aperti ha una base su cui consolidare il cronoprogramma, ma per tutti gli altri il tempo a disposizione si riduce a ogni settimana. Per chi installa e gestisce impianti, la nuova facility non è un sostegno acquisito: è una gara contro il tempo, in cui il vero avversario non è la burocrazia ma la scadenza dei 24 mesi.