La designazione accelera l’impianto per la rete, ma le compensazioni locali restano da negoziare

Nel 2025 in Italia sono stati presentati oltre 25 GW di progetti di stoccaggio a batteria. Al 2030, secondo Terna, ne servono circa 8,875 GW. L’overbooking è il punto di partenza: c’è molta più potenza in fila di quanta ne chieda il sistema, eppure l’etichetta che conta davvero — quella di progetto di importanza strategica nazionale — viene riconosciuta solo ad alcuni. Uno di questi è il BESS da 320 MW che dovrebbe sorgere a Chiari, in provincia di Brescia, uno dei più grandi progetti di stoccaggio pianificati in Italia. La decisione è arrivata a fine agosto. Ma cosa significa, in concreto, essere strategici? E per chi?

Un gigante discreto accanto alla rete

Il progetto di Chiari non nasce nel centro abitato. Sorgerà su un terreno privato direttamente adiacente alla sottostazione Terna nell’area di Santellone: non dentro la sottostazione, non nella piazza del paese. È un’area coltivata a intermittenza per anni, toccata di recente dall’espansione della sottostazione verso sud. Lo ha spiegato a pv magazine Italia il sindaco Gabriele Zotti.

Secondo Zotti, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha designato l’impianto come progetto di importanza strategica nazionale. Il passaggio non aggiunge un megawatt al progetto, ma ne cambia la traiettoria. In un portafoglio nazionale congestionato, la designazione strategica non è un titolo onorifico: apre una corsia che altri progetti, pur presentati, non hanno ancora ottenuto.

71 GWh al 2030: la matematica dell’overbooking

I numeri di Terna dicono che negli scenari Fit-for-55 al 2030 l’Italia dovrà sviluppare circa 71 GWh di nuova capacità di stoccaggio su scala utility, pari a 8,875 GW. Se nel 2025 ne sono già stati presentati oltre 25 GW, il rapporto tra necessità e offerta si rovescia: c’è più progetto che fabbisogno. La selezione, allora, non avviene soltanto sulla carta dell’autorizzazione, ma su criteri di sistema.

La provincia di Brescia è un buon banco di prova. Secondo dati di Terna sono pianificati altri impianti: 710 MW a Brescia, 450 a Flero, 190 a Lonato del Garda, 200 a Nave, 310 a Torbole Casaglia e 200 a Travagliato. Non è una coincidenza. Il nord Italia ha i consumi più alti, l’industria più densa e i vincoli di rete più forti; i progetti di stoccaggio settentrionali servono ad attenuare lo squilibrio nord-sud. In altre parole, un impianto accanto alla sottostazione di Santellone non vale solo per Chiari: vale per la rete.

Strategico per chi? Compensazioni e corsie accelerate

Se i numeri giustificano il progetto, resta il nodo di chi paga l’impatto locale. Il Comune di Chiari ha già cominciato a negoziare con la società proponente, Carpi Srl con sede a Milano. Sul tavolo ci sono miglioramenti stradali e, in particolare, misure di compensazione legate all’impatto del cambiamento climatico sull’area. Lo ha detto il sindaco Zotti. È il punto in cui la strategia nazionale incontra il territorio: da un lato l’impianto è strategico per il sistema elettrico, dall’altro per chi ci vive accanto restano strade, paesaggio e rischi locali da discutere.

Nel frattempo, Energy Vault, sviluppatore statunitense di tecnologie e infrastrutture per lo stoccaggio, ha spiegato che la decisione del Consiglio dei ministri italiano offre al progetto un percorso di approvazione accelerato. La corsia accelerata non è neutra: accorcia i tempi della realizzazione, ma comprime anche lo spazio della negoziazione locale. Se le compensazioni basteranno, lo dirà la trattativa. Per ora l’etichetta strategica risponde alla domanda di sistema. Resta aperta l’altra: strategico per chi?