Ex centrale di Moorburg: dal 2027 hub per l’idrogeno su scala metropolitana

Ad agosto 2024, sull’area dell’ex centrale a carbone di Moorburg, il ministro federale Robert Habeck ha consegnato i certificati di finanziamento IPCEI per i progetti HGHH e HH-WIN, alla presenza della senatrice per l’economia Melanie Leonhard e del senatore per l’ambiente Jens Kerstan. Secondo il comunicato ufficiale delle Hamburger Energienetze, i due impianti a idrogeno dovrebbero entrare in funzione nel 2027. La somma complessiva annunciata a metà luglio 2024 a Berlino superava i 250 milioni di euro.

Da carbone a idrogeno: un cantiere lungo dieci anni

La storia fisica di Moorburg aiuta a capire la portata del passaggio. Nel 2015, dopo otto anni di costruzione, Vattenfall aveva avviato la produzione di elettricità e calore dal carbone nel quartiere di Moorburg. L’impianto è stato chiuso a luglio 2021, dopo che Vattenfall si era aggiudicata il phase-out completo nel dicembre 2020, e il sito è stato poi destinato allo smantellamento e alla conversione nell’Hamburg Green Hydrogen Hub. Dove fino al 2021 entrava carbone, dal 2027 dovrebbe invece fluire idrogeno: non una semplice sostituzione tecnica, ma la costruzione di un nodo di importazione e distribuzione.

Il quadro regolatorio si è definito in tre tappe. Il 15 febbraio 2024 la Commissione europea ha approvato sotto il profilo degli aiuti di Stato la terza ondata Hy2Infra del programma IPCEI Wasserstoff, l’acronimo inglese per Important Projects of Common European Interest. A metà febbraio è arrivato il via libera comunitario alla sovvenzione; a metà luglio Habeck ha annunciato a Berlino il finanziamento federale e del Land con oltre 250 milioni di euro; infine, ad agosto, la consegna dei certificati direttamente sul futuro sito. I due progetti rientrano tra i 23 progetti della terza ondata Hy2Infra, approvati il 15 febbraio 2024.

Il dettaglio contabile è significativo. La scheda del progetto indica un finanziamento pubblico di 154,1 milioni di euro, coperto per il 70% dal governo federale e per il 30% dal Land di Amburgo. La Commissione europea aveva dato il via libera a metà febbraio 2024. Non si tratta di una cifra simbolica: serve a trasformare un’area industriale dismessa in un’infrastruttura capace di ricevere, stoccare e distribuire idrogeno su scala metropolitana.

Un hub che importa: il paradosso di Rotterdam

La promessa di Amburgo si gioca su scala nazionale. Con l’inserimento nel Wasserstoff-Kernnetz, le autorità cittadine hanno dichiarato di voler sviluppare Amburgo come nodo tedesco dell’idrogeno. L’obiettivo è collegare il porto e l’industria locale alle dorsali europee, riducendo la dipendenza dalle fonti fossili.

Ma qui emerge il paradosso. Nel nord-ovest europeo non si produce abbastanza idrogeno per sostenere la domanda prevista: secondo il porto di Rotterdam, grandi quantità di idrogeno dovranno essere importate. E Rotterdam giocherà un ruolo centrale, come già oggi accade per il petrolio. In altre parole, Amburgo si candida a essere il nodo tedesco, ma la materia prima che dovrà muovere potrebbe arrivare in gran parte dall’esterno, passando da un’altra porta europea. Per chi gestisce reti e impianti, il nodo non è solo tecnologico: è logistico.

Il 2027 è dietro l’angolo

A settembre 2026 la tabella di marcia fissata nell’agosto 2024 lascia poco margine. I due progetti dovrebbero entrare in funzione nel 2027: mancano poco più di tre mesi all’inizio dell’anno e circa quindici mesi alla sua conclusione. La domanda, per chi installa e gestisce impianti, non è se l’idrogeno arriverà in Europa, ma se la rete di Amburgo sarà pronta a trasformare i flussi importati in un servizio stabile. Un ex sito a carbone può diventare un nodo di importazione, ma la differenza tra un progetto finanziato e un’infrastruttura funzionante si misurerà sul campo, nel 2027. Per chi installa e gestisce impianti, il 2027 non è un traguardo lontano: è il banco di prova che dirà se la rete di Amburgo saprà trasformare l’idrogeno importato in un flusso stabile, o se resterà una promessa da 250 milioni di euro.