Ondata di calore, crollo dell’eolico e domanda alle stelle spiegano il paradosso
La scorsa settimana la media dei prezzi dell’elettricità ha superato i 115 euro al megawattora nella maggior parte dei principali mercati europei. Il Belgio ha toccato quota 147 euro di media, ma il dato che spiega tutto è un altro: il 24 giugno il mercato belga ha registrato un picco giornaliero di 257,55 euro al megawattora, il valore più alto dal dicembre 2024. È quanto emerge da un’analisi di AleaSoft sui mercati energetici europei. Eppure, proprio quel 24 giugno, la Germania produceva 489 gigawattora di energia solare, il valore più alto mai registrato in un giorno di giugno, secondo miglior risultato di sempre. Due giorni dopo, la Spagna stabiliva un nuovo record assoluto con 267 gigawattora. L’energia pulita corre, il prezzo vola: come si spiega questa contraddizione?
Record solari, prezzi folli: il paradosso dell’energia pulita
I numeri sono lì, e stridono. Da una parte la potenza del fotovoltaico che macina primati: la Germania che supera sé stessa in giugno, la Spagna che infrange il proprio tetto massimo. Dall’altra, i prezzi alle stelle. Secondo i dati AleaSoft, dopo il Belgio il mercato più caro è stato quello italiano, con una media settimanale di 114,67 euro al megawattora. Non sono cifre da borsa elettrica in un giorno qualunque: sono segnali di un sistema sotto pressione, dove l’abbondanza di sole non si traduce in bollette leggere. Il motivo non sta solo nei numeri delle borse elettriche.
C’è caldo, manca vento: i conti non tornano
Già nel giugno 2023, AleaSoft aveva osservato lo stesso schema: temperature in aumento, domanda elettrica spinta dall’uso massiccio di condizionatori, produzione eolica ai minimi e costi della CO₂ in salita, nonostante il prezzo del gas fosse in calo. La scorsa settimana il copione si è ripetuto quasi identico. Quando il termometro sale, l’Europa accende i climatizzatori e la domanda di elettricità esplode. Il solare fa la sua parte, ma il vento no: in Spagna, già il 16 giugno 2024 la produzione eolica era crollata a 43 gigawattora, il valore più basso per un giorno di giugno in tre anni. In Italia, il 21 giugno 2024 si era scesi a 13 gigawattora.
Il problema è strutturale. Le rinnovabili intermittenti — sole e vento — funzionano bene quando le condizioni sono favorevoli a entrambe. Ma durante un’ondata di calore il cielo è sereno e l’aria è ferma: il fotovoltaico spinge, l’eolico latita. E il sistema non ha abbastanza accumuli o flessibilità per compensare. Intanto l’Europa è il continente che si scalda più velocemente sulla Terra, con un tasso di riscaldamento doppio rispetto alla media globale, come ha ricordato il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità in un rapporto sul riscaldamento. Milioni di persone vivono sotto caldo estremo, centinaia sono morte, le scuole hanno chiuso e le reti elettriche sono sotto stress.
A giugno 2025, un’ondata di caldo aveva causato oltre 20.000 morti in eccesso in Europa, secondo un studio sulle morti legate alle temperature estreme. Francia, Germania, Spagna e Italia avevano registrato il maggior numero di decessi: 5.210 in Francia, 4.543 in Germania, 3.163 in Spagna, 2.709 in Italia. A giugno 2026, l’Organizzazione mondiale della sanità ha segnalato centinaia di morti in eccesso legate all’ondata di caldo di quest’anno. Il nesso tra clima, salute e prezzi dell’energia non è più una proiezione: è un bilancio che si aggiorna ogni estate.
Estate 2026: cosa succede ora a cittadini e imprese?
Con l’Europa che si scalda al doppio della media globale, questa non è un’eccezione. È il nuovo normale. E ogni ondata mette alla prova un sistema energetico che sulla carta sta correndo verso la decarbonizzazione, ma nei fatti resta esposto alla volatilità delle rinnovabili e alla rigidità della domanda. I prezzi alle stelle non sono un accidente finanziario: si traducono in costi per le imprese e per le famiglie, in un momento in cui l’inflazione energetica è ancora una ferita aperta.
La transizione energetica porta record di produzione solare, e sono buone notizie. Ma finché le reti non saranno adattate, finché mancheranno sistemi di accumulo sufficienti e una reale integrazione tra le fonti, il paradosso si ripeterà. Anzi, peggiorerà. Perché le ondate di calore saranno più frequenti, più intense, più lunghe. E ogni volta ci troveremo a leggere, nella stessa settimana, del nuovo record del fotovoltaico e del nuovo picco dei prezzi dell’elettricità. Riuscirà il sistema energetico a reggere la prossima ondata? I numeri dicono che oggi non ci riesce. E le vite perse raccontano una storia che i megawattora non possono misurare.




