Il prodotto si appoggia alla tecnologia di ENTRNCE, controllata da Alliander, e apre anche al mercato della flessibilità
Una spina, due mercati
Sulla carta Direct+ è un prodotto d’accesso. Al lancio era operativo nei Paesi Bassi e apriva per prima cosa due segmenti di EPEX SPOT: la Dutch Power Spot Auction, cioè l’asta del giorno prima, e il mercato Continuous, dove l’energia si scambia in modo continuo fino a ridosso della consegna. La promessa dichiarata dalla borsa è abbassare le barriere finanziarie, operative e tecniche che di solito tengono fuori i soggetti più piccoli. In questo modo possono negoziare direttamente, con meno complessità e meno costi rispetto a un ingresso tradizionale nel mercato.
Accanto a questa funzione c’è il secondo aggancio. Come spiega la pagina di prodotto di ENTRNCE, nei Paesi Bassi Direct+ si collega anche a GOPACS, il mercato di flessibilità gestito congiuntamente dagli operatori di rete. Sono due logiche diverse dentro la stessa interfaccia. Nel primo caso si vende e si compra energia a un prezzo di mercato. Nel secondo si mette a disposizione la propria capacità di modulare immissioni o prelievi per aiutare chi gestisce la rete a risolvere le congestioni. Per un produttore piccolo la stessa connessione diventa quindi un canale commerciale e, insieme, un servizio al sistema. Resta da capire quali vincoli del sistema olandese l’interfaccia non può eliminare.
Chi c’è dietro la porta
Semplificare l’ingresso tecnico non cambia le regole su chi risponde degli sbilanciamenti. Nel sistema olandese chi fornisce elettricità deve avere al proprio interno un Balance Responsible Party (BRP), cioè un soggetto responsabile del bilanciamento. Come ricordano le indicazioni del portale governativo olandese, il BRP deve essere riconosciuto da TenneT, il gestore del sistema di trasmissione dei Paesi Bassi. In pratica qualcuno deve garantire che quanto dichiarato in programma corrisponda a quanto immesso o prelevato, e pagare quando i conti non tornano. Una piattaforma «plug-and-trade» può accorciare l’iter e ridurre il lavoro di integrazione. Il quadro di responsabilità però resta quello fissato dalle regole del mercato.
Poi c’è la filiera industriale, che è la parte più interessante. Da un lato EPEX SPOT, che gestisce mercati fisici dell’elettricità con oltre 450 aziende collegate alle sue piattaforme e servizi estesi a più di 22 paesi. Dall’altro il partner tecnologico, ENTRNCE, fondata nel 2016 e con sede ad Arnhem. Secondo quanto riporta la presentazione aziendale di ENTRNCE, la società è una controllata di Alliander, il gestore del sistema di distribuzione energetica olandese. Una delle principali borse elettriche europee si appoggia quindi, per il suo prodotto dedicato ai piccoli operatori, alla tecnologia di un’azienda che appartiene a un gestore di rete.
Non è un dettaglio societario. Spiega perché il collegamento a GOPACS sia parte del progetto e non un’aggiunta. Chi gestisce la distribuzione ha interesse a raggiungere le risorse flessibili diffuse sul territorio, e un’interfaccia che porta i piccoli operatori sul mercato può portarli anche sul mercato di flessibilità. Così si sposta il confine tra chi vende energia e chi contribuisce a gestire la rete. Il piccolo impianto diventa una risorsa potenziale per il sistema. A quale costo operativo, però?
Due mesi per entrare, il resto da gestire
Dal lato dell’operatore il percorso dichiarato è lineare: onboarding completato entro due mesi, poi trading attivo. Da lì si possono piazzare offerte sull’asta del giorno prima, aggiustare le posizioni sul continuo e, nei Paesi Bassi, offrire flessibilità su GOPACS. Per chi gestisce piccoli impianti di generazione o portafogli con carichi modulabili, sono fonti di valore che finora passavano quasi sempre per un intermediario.
Il rovescio della medaglia è altrettanto concreto. Operare direttamente significa assumersi il lavoro che l’intermediario faceva: previsioni, programmazione, monitoraggio delle posizioni e gestione del rischio di sbilanciamento nel quadro dei BRP riconosciuti da TenneT. La piattaforma riduce le barriere d’ingresso ma non trasforma l’attività di trading in un’attività passiva. I numeri su quanti operatori abbiano aderito e con quali volumi non sono stati resi noti. Al lancio, inoltre, Direct+ era attivo solo nei Paesi Bassi, e un’eventuale estensione ad altri mercati non è stata dettagliata nei materiali disponibili.
Per chi installa e gestisce impianti piccoli e flessibili, la domanda di fondo cambia: non più soltanto «a chi vendo», ma «quanto controllo voglio tenermi». L’accesso diretto ai mercati spot e il ponte verso la flessibilità di rete sono un’opportunità reale. Trasformano però il produttore in un operatore di mercato a tutti gli effetti, con tutto ciò che ne consegue.




