L’accordo prevede 3.500 moduli su tre ettari per 4 GWh l’anno, ma lo stabilimento consuma di più
Oltre 3.500 moduli fotovoltaici, quasi tre ettari di superficie, una potenza di circa 2,3 megawatt di picco e una produzione stimata di circa 4 gigawattora l’anno. Sono i numeri dell’impianto previsto dal nuovo accordo che Edison Next e Haupt Pharma Latina hanno annunciato l’8 settembre. A leggerli in fila sembrano notevoli. Poi arriva l’ultimo: quell’energia coprirà oltre il 15 per cento del fabbisogno elettrico dello stabilimento. Poco più di un sesto. Secondo il comunicato diffuso da Edison Next, le due società hanno firmato un Power Purchase Agreement (PPA) on site della durata di 20 anni, che prevede la costruzione di un impianto fotovoltaico a terra presso il sito produttivo di Haupt Pharma a Borgo San Michele, a Latina.
Tre ettari per un sesto della bolletta
A distanza di qualche settimana dall’annuncio, vale la pena soffermarsi su quel rapporto tra spazio occupato e risultato. I moduli, ciascuno da 640 watt di picco, si estenderanno su quasi 3 ettari. La potenza, circa 2,3 MWp, indica la capacità massima dell’impianto in condizioni ideali; i 4 GWh l’anno sono invece l’energia che ci si aspetta di produrre davvero, tenendo conto di notti, nuvole e stagioni. È questa seconda cifra a contare per la bolletta, ed è questa che si ferma poco sopra il 15 per cento dei consumi.
Facendo il conto inverso, se 4 GWh valgono poco più di un sesto del fabbisogno, lo stabilimento consuma in un anno un ordine di grandezza di poco inferiore ai 27 GWh di elettricità. Non è un dato sorprendente, se si considera la scala del sito: uno dei più grandi dell’intero Gruppo Aenova, di cui Haupt Pharma fa parte, con 700 dipendenti e 40.000 metri quadrati di estensione. Una fabbrica farmaceutica di queste dimensioni ha impianti, linee e sistemi di climatizzazione che lavorano senza sosta. E allora la domanda diventa un’altra: perché legare una parte così limitata dei propri consumi a un contratto di vent’anni? La risposta sta in quello che sul sito c’era già.
Dal cantiere al contratto: l’energia a strati di Borgo San Michele
Il nuovo impianto non nasce dal nulla. A Borgo San Michele è già in esercizio un primo impianto fotovoltaico realizzato da Edison Next, che con una potenza di oltre 1,1 MW produce più di 2 GWh l’anno di energia rinnovabile. Come aveva spiegato una nota pubblicata dal Gruppo Aenova, si tratta di un impianto a inseguimento solare da 1,135 MW, cioè con pannelli che si orientano seguendo il sole durante la giornata, installato a terra all’interno del perimetro produttivo dello stabilimento. Il rapporto era regolato da un contratto di 15 anni con Aenova, in base al quale Edison Next si occupava di progettazione, installazione, manutenzione e gestione dell’impianto.
Il confronto tra i due passaggi è istruttivo. Sul piano dei numeri, il nuovo impianto ha una potenza circa doppia rispetto al primo e una produzione attesa anch’essa all’incirca doppia: da oltre 2 a circa 4 GWh l’anno. Sul piano contrattuale, cambia invece la natura del rapporto. Nel primo caso l’accordo riguardava soprattutto un servizio tecnico: costruire e far funzionare un impianto. Con il PPA on site la logica è quella di una fornitura di energia di lungo periodo, prodotta sul posto e acquistata per vent’anni. La durata stessa si allunga, da 15 a 20 anni.
Il comunicato non chiarisce se la quota del 15 per cento vada sommata a quella già coperta dal primo impianto, e conviene non fare addizioni che le fonti non autorizzano. Quello che emerge con chiarezza è il metodo: la decarbonizzazione di un sito industriale di queste dimensioni non avviene con un singolo intervento risolutivo, ma per aggiunte successive, ciascuna delle quali copre una porzione dei consumi e lascia spazio alla successiva. È un approccio poco spettacolare, che non promette di rendere una fabbrica autosufficiente, ma che sposta gradualmente una parte della sua energia verso fonti prodotte in casa e a condizioni definite per decenni.
Da 50 a 130: il numero da tenere d’occhio
Borgo San Michele non è un caso isolato. In un articolo di QualEnergia dedicato ai PPA aziendali viene riportato un conteggio attribuito a BloombergNEF: «se due anni fa se ne contavano circa 50, oggi se ne registrano almeno 130». Una crescita di oltre due volte e mezzo in un arco di tempo breve, da prendere come indicatore di tendenza più che come misura precisa del mercato, dato che il perimetro esatto della rilevazione va letto nella fonte originale.
Per i prossimi mesi i numeri da seguire sono due. Il primo è quel conteggio salito oltre quota 130, per capire se la formula continuerà a diffondersi. Il secondo è la soglia del 15 per cento di Latina: dirà se i prossimi accordi riusciranno a coprire quote più ampie del fabbisogno degli stabilimenti o se resteranno, come in questo caso, integrazioni parziali, da sommare una dopo l’altra.




