Il progetto in Jilin raggiunge l’80% di carico produttivo e la certificazione ISCC EU.
Mezzo migliaio di tonnellate al giorno di ammoniaca verde non è un numero da comunicato. È un carico di sintesi tenuto all’80%, come indicato in un aggiornamento tecnico sul progetto Songyuan, alimentato da 99 turbine eoliche e 50 megawatt di fotovoltaico, secondo il progetto Songyuan Hydrogen Energy Industrial Park, nella provincia di Jilin. Il quadro è stato diffuso lo scorso 10 settembre 2026.
Il cuore del record: carico flessibile e numeri di impianto
Il dato tecnico più rilevante non è la potenza pura, ma la flessibilità di carico. L’unità di ammoniaca sintetica ha raggiunto un carico di produzione dell’80%, con capacità giornaliera di ammoniaca verde stabilizzata oltre le 500 tonnellate. In un impianto alimentato da vento e sole intermittenti, mantenere l’80% su un’unità di sintesi significa modulare elettrolisi e processo chimico senza fermarsi: un problema di controllo prima che di scala.
La configurazione dichiarata comprende 99 turbine eoliche e 50 megawatt di fotovoltaico. La capacità annua indicata è di 200.000 tonnellate di ammoniaca verde, con una riduzione stimata di 740.000 tonnellate di CO2 all’anno rispetto alla via fossile. Il progetto rivendica quattro record mondiali: scala più grande, massimo stoccaggio di idrogeno, processo a più ampia flessibilità di carico e più grande impianto di elettrolisi alcalina per la produzione di idrogeno.
La prima fase, secondo i dati riportati dal Global Times, include 800.000 kilowatt di generazione rinnovabile, capaci di produrre 45.000 tonnellate di idrogeno verde e 200.000 tonnellate di ammoniaca e metanolo verdi all’anno. La costruzione era iniziata già nel settembre 2023, con un piano a fasi per 3 milioni di kilowatt di rinnovabili e 800.000 tonnellate di ammoniaca e metanolo sintetici verdi.
Certificazione ISCC EU e contratto CMB.TECH: il record diventa merce
Il passaggio dal record al mercato è passato per due firme, entrambe datate 16 dicembre 2025. Quel giorno la prima fase del Songyuan Hydrogen Energy Industrial Park è entrata in produzione e ha ricevuto da Bureau Veritas la certificazione ISCC EU, rispondendo ai requisiti della direttiva europea sulle energie rinnovabili: di fatto un lasciapassare per il mercato internazionale dei carburanti marittimi.
Lo stesso giorno China Energy Engineering ha firmato con CMB.TECH e Jiangsu Andefu Energy Development Co., Ltd. il primo contratto mondiale di vendita di ammoniaca verde per il trasporto marittimo oceanico, assicurando in anticipo la fornitura di bunkeraggio e la capacità di trasporto. L’accordo di ritiro firmato con CMB.TECH prevede l’acquisto di ammoniaca verde dal progetto CEEC Songyuan, nella provincia di Jilin. La prima fase, secondo quanto comunicato da CMB.TECH, dovrebbe produrre circa 158.000 tonnellate di ammoniaca rinnovabile all’anno; il cantiere era stato completato a settembre 2025, con avvio commerciale previsto per gennaio 2026.
Lin Boqiang, direttore del China Center for Energy Economics Research della Xiamen University, ha definito il progetto un modello pratico per la commercializzazione globale dell’idrogeno verde. È un giudizio che pesa: senza certificazione riconosciuta e senza contratto di ritiro, un record tecnico resta un numero interno. Con entrambi, l’impianto comincia a funzionare come infrastruttura commerciale, non come pilota dimostrativo.
NEOM e la fase II: il banco di prova è la maturità
Il confronto non è sulla carta. NEOM Green Hydrogen Company, joint venture paritetica tra ACWA Power, Air Products e NEOM, sta costruendo quello che viene presentato come il più grande impianto al mondo di ammoniaca da idrogeno verde alimentato da energia rinnovabile. Secondo Air Products, l’impianto produrrà fino a 600 tonnellate al giorno di idrogeno carbon-free sotto forma di ammoniaca verde. I tempi però sono diversi: secondo i piani di NGHC, i siti di generazione solare ed eolica da 4 GW dovevano essere completati entro metà 2026, con messa in servizio degli elettrolizzatori e disponibilità del prodotto attesa nel 2027. Songyuan, invece, ha avviato la produzione della prima fase il 16 dicembre 2025.
Sul fronte della fase II, la documentazione del gruppo segnala lavoro su pianificazione della fase successiva, ottimizzazione dei processi di produzione flessibile di idrogeno e peak-shaving dello stoccaggio, oltre al consolidamento di standard tecnici per la costruzione di impianti completi, come indicato da China Energy Engineering. È qui che si gioca la maturità: non chi produce di più, ma chi standardizza prima i vincoli di flessibilità e certificazione.
Il record di Songyuan, quindi, non è una bandierina. Per chi installa o gestisce impianti di idrogeno verde, la flessibilità di carico e la certificazione UE non sono optional: sono vincoli di progetto da dimensionare fin dal primo giorno. Il carico all’80% su un’unità di sintesi alimentata da rinnovabili intermittenti, la certificazione ISCC EU e un contratto di bunkeraggio marittimo sono il banco di prova più severo della scala. E la domanda aperta, dopo la prima fase, non è chi produrrà di più, ma chi riuscirà a trasformare numeri e certificazioni in standard ripetibili.




