Dal 1° giugno 2026 stop all’automatismo ALMM, piano da 4 GW completo entro il 2028
Il divario si vede nei gigawatt. Secondo la presentazione dei risultati di Websol Energy System Limited, a settembre 2025 la seconda linea di celle solari ha portato la capacità complessiva a 1,2 GW. Premier Energies, il concorrente diretto, gestisce 11,1 GW di capacità di moduli e puntava a 10,6 GW di celle entro settembre 2026. Poi arrivano i numeri di bilancio: nel trimestre conclusosi a marzo, Websol ha riportato un utile netto di 125 crore di rupie, il 158% in più rispetto ai 48 crore dell’anno precedente, con ricavi operativi a 401 crore, in aumento del 132%. Ma la data che pesa di più è un’altra: per l’ALMM List-II non era prevista una proroga automatica oltre il 1° giugno 2026, salvo tutela degli investimenti già effettuati.
La promessa nei numeri
Prima di giudicare la corsa, vale la pena guardare cosa Websol ha già in cassa. Nell’anno fiscale 2026, chiuso a marzo, i ricavi dalle operazioni hanno raggiunto 1.049 crore di rupie, con una crescita dell’82,4% rispetto all’esercizio precedente. Il patrimonio netto è salito da 278 a 631 crore di rupie. Secondo CRISIL, alla società è stato assegnato un rating BBB+ con outlook stabile, a riflettere solidità patrimoniale e operativa. Websol risultava inoltre uno dei 13 produttori di celle solari approvati ALMM in India, con forniture destinate a programmi governativi come PM-Surya Ghar e KUSUM. Sono fondamentali cresciuti dentro una rete di protezione che ha smesso di operare in via automatica: l’ALMM.
Il paradosso dell’ALMM
L’ALMM, l’elenco dei produttori di moduli e celle approvati dal governo indiano, ha funzionato finora come un filtro: solo chi è in lista può fornire componenti per molti programmi pubblici. Websol vi figura tra i 13 produttori di celle approvati, ed è esattamente questo accesso che ha sostenuto la crescita. Ma il MNRE aveva comunicato che non ci sarebbe stata una proroga automatica dell’ALMM List-II oltre il 1° giugno 2026, salvo tutela degli investimenti già effettuati. Tradotto: dal 1° giugno 2026 il vantaggio di essere in lista non è più garantito in via automatica.
È qui che il paradosso si fa concreto. Websol ha portato la capacità di celle a 1,2 GW a settembre 2025, con la seconda linea. Premier Energies, con 11,1 GW di capacità di moduli già operativi, puntava a 10,6 GW di celle entro settembre 2026: una scala di quasi un ordine di grandezza superiore. La protezione ALMM ha dato a Websol il tempo di diventare redditizia; la fine di quella protezione è arrivata però nel momento in cui i concorrenti hanno già raggiunto una scala difficile da attaccare sul fronte dei costi.
Resta la tutela degli investimenti già effettuati. Chi ha costruito impianti confidando nell’ALMM — come Websol con il secondo impianto di celle commissionato a settembre 2025 — potrà far valere la protezione degli investimenti. Ma difendere il perimetro esistente non equivale ad allargare la quota di mercato. La domanda, a questo punto, non è se Websol sia solida: è se riuscirà a portare la nuova capacità prima che il divario diventi incolmabile.
I tempi del cantiere
La risposta di Websol al divario di scala è un cronoprogramma. L’azienda ha approvato l’aggiunta di 4 GW di capacità produttiva di celle e moduli solari, con un investimento totale di 3.000 crore di rupie. L’espansione sarà realizzata in due fasi attraverso una controllata interamente posseduta: una linea da 2 GW di celle e moduli entro giugno 2027 e un’ulteriore linea da 2 GW entro giugno 2028.
Il calendario, sovrapposto alle scadenze, è impietoso. La fine della proroga automatica dell’ALMM è scattata il 1° giugno 2026. Premier Energies puntava a 10,6 GW di celle entro settembre 2026. Il primo blocco di Websol, 2 GW, arriva a giugno 2027: circa un anno dopo la fine della protezione e a distanza di circa nove mesi dalla scadenza che il concorrente si era dato. Il secondo blocco arriva a giugno 2028. La vera incognita non è se i moduli verranno costruiti, ma se tra il 2027 e il 2028 ci sarà ancora spazio per un terzo attore oltre ai giganti già a scala.
Websol ha smesso di essere una scommessa: lo dicono l’utile in crescita, il patrimonio netto più che raddoppiato e il rating assegnato da CRISIL. Ma il futuro dipende dalla capacità di trasformare i 4 GW annunciati in moduli consegnati prima che la concorrenza saturi il mercato. Per chi installa, il trade-off è tra il prezzo di oggi e la sicurezza di fornitura di domani. La variabile decisiva non è la capacità installata, ma la velocità di esecuzione.




