La trivellazione sotto il Maasvlakte è completata, ma la corrente arriverà solo dopo la conversione e l’immissione nella rete

Il foro orizzontale che anticipa 6 GW

Avviata ad aprile 2026, la trivellazione direzionale orizzontale sotto il Maasvlakte è arrivata a fine agosto al completamento del foro. Non è un dettaglio da cantiere: è il primo segno fisico di un corridoio da 6 gigawatt che dovrà portare a terra l’energia di tre parchi eolici. Lo scorso 21 agosto, un report di settore registrava la fine della perforazione; ad aprile erano partite le trivellazioni direzionali orizzontali a Maasvlakte. Il modo in cui quel foro è stato scavato racconta già molto di come TenneT pensa la rete del 2030: prima si prepara il passaggio fisico, poi si converte e si immette.

Il dato non è banale. TenneT costruisce sistemi di connessione alla rete per l’offshore dal 2010: il primo GCS è diventato operativo in quell’anno. Nel 2021 la capacità operativa complessiva aveva raggiunto 9 GW, più della metà di tutta la capacità GCS offshore nell’Unione europea, come ricostruito da un’analisi tecnica pubblicata nel 2022. Chi ha portato a termine il foro del Maasvlakte non è un nuovo entrante: è l’operatore che ha già costruito la quota più grande di connessioni offshore del continente. Ma un foro, da solo, non consegna energia: bisogna capire dove finisce la corrente una volta portata a riva.

Dalla trivella al porto: tre stazioni di conversione e una porta da 380 kV

Risalendo in superficie, il quadro cambia. L’elettricità che arriverà dai cavi non è ancora in forma utilizzabile: deve essere convertita per viaggiare sulla rete nazionale ad alta tensione. Qui entrano in gioco tre stazioni di conversione a Maasvlakte: riceveranno l’energia, la convertiranno e la immetteranno nella rete attraverso la nuova sottostazione Amaliahaven da 380 kV. Da lì l’elettricità alimenterà i consumatori dell’area portuale di Rotterdam.

È un’architettura che concentra tutto in un punto, pensata come un terminale unico: tre banchine di conversione e una sola uscita a 380 kV. I collegamenti al Maasvlakte sono destinati ai parchi eolici IJmuiden Ver Beta, IJmuiden Ver Gamma e Nederwiek 2, ciascuno con una capacità di 2 gigawatt: in totale 6 gigawatt di elettricità sostenibile destinati a entrare nello stesso punto della rete. La prima elettricità da IJmuiden Ver Beta è attesa a terra via Maasvlakte nel 2029.

Il disegno ha una logica precisa: invece di moltiplicare i punti di approdo, TenneT concentra la conversione in un unico sito portuale e usa una connessione a 380 kV come uscita unica. L’infrastruttura è progettata per reggere. Il cronoprogramma resta la variabile decisiva.

Da 1 a 8 GW l’anno: il salto che decide chi installerà e quando

Se il passaggio fisico a Maasvlakte è già scavato, resta il ritmo. Secondo un case study specialistico, tra il 2023 e il 2031 TenneT prevede di costruire e mettere in servizio 14 sistemi di connessione alla rete per l’eolico offshore. L’obiettivo dichiarato è passare da una media di 1 GW di nuova potenza eolica offshore connessa ogni anno a circa 8 GW all’anno entro il 2030. Significa portare un ritmo medio di un gigawatt all’anno a un volume otto volte superiore.

È un moltiplicatore di otto volte, non un aggiustamento marginale. Ma il numero va letto con understatement: avere 14 sistemi in pipeline non significa averli già tutti in esercizio. Il Maasvlakte è il banco di prova fisico di questa accelerazione; il 2029, quando IJmuiden Ver Beta dovrebbe portare a terra la prima elettricità sostenibile via Maasvlakte, dirà se il modello regge.

Per chi installa e gestisce, Maasvlakte non è solo un nome sulla mappa: è il collaudo di un metodo — scavare prima, convertire in un unico sito, connettere a 380 kV — che dovrà dimostrare di reggere i 6 GW. Se funziona, il 2029 di IJmuiden Ver Beta non sarà solo una data.