L’atto di concessione riguarda la fase di assegnazione dei contributi, ma il traguardo europeo fissato al 27% resta lontano
A fine agosto il GSE ha pubblicato l’ottavo degli atti di concessione previsti dall’articolo 27 del decreto-legge 19 febbraio 2026, n. 19, per la misura PNRR M2C2 Investimento 1.2 “Promozione rinnovabili per le comunità energetiche e l’autoconsumo”, nota come PNRR CACER. L’atto riporta l’elenco dei soggetti beneficiari risultati ammessi alla procedura e per i quali si sono concluse con esito positivo le verifiche e i controlli previsti dalla normativa vigente. Con i primi otto atti, i contributi concessi complessivamente arrivano a 38.390 soggetti per 1.014,5 milioni di euro.
Il paradosso: 38.390 sì, ma l’Europa è al 27%
I numeri diffusi dal GSE sembrano un successo amministrativo: trentottomilatrecentonovanta beneficiari, un miliardo e quattordici milioni di contributi. Ma l’inquadratura europea racconta un’altra storia. Già a gennaio 2025, secondo la Corte dei conti europea, l’Unione era ferma al 27% dell’obiettivo di avere almeno una comunità energetica da fonti rinnovabili in ogni comune con più di 10mila abitanti entro il 2025, e giudicava improbabile il raggiungimento del target.
È il paradosso: l’Italia accelera, l’Europa arranca. I 38.390 soggetti approvati sono un dato rilevante, ma misurano soltanto la fase di concessione dei contributi, non la capacità di portare gli impianti in esercizio. Dietro i numeri dei beneficiari c’è una contabilità meno lineare, che riguarda la dotazione finanziaria e la sua disponibilità effettiva.
La dotazione dimezzata e quasi esaurita
Se i 38.390 approvati sembrano un successo, il quadro dei finanziamenti racconta un’altra storia. La dotazione finanziaria per le comunità energetiche è passata, secondo un’analisi di QualEnergia, da 2,2 miliardi di euro a 795,5 milioni. Parallelamente, la pagina del GSE dedicata alla misura indica risorse totali per 1.041,5 milioni di euro. Con i primi otto atti, i contributi già concessi raggiungono 1.014,5 milioni.
Il confronto tra le cifre lascia poco spazio. Se si guarda alla dotazione rimodulata di 795,5 milioni, i 1.014,5 milioni già assegnati superano il plafond; se si considera il totale di 1.041,5 milioni indicato dal GSE, il margine residuo resta comunque ridotto. In ogni caso, la fase delle concessioni ha quasi esaurito le risorse disponibili. E il calendario non concede molti appigli: la scadenza per stipulare gli accordi era fissata al 31 agosto 2026, fino a concorrenza della dotazione finanziaria. Un passaggio ormai alle spalle, ma che non dice nulla su quanti progetti diventeranno realtà.
E adesso? Accordi, scorrimenti e risorse residue
Il 31 agosto è passato e con esso la scadenza per gli accordi. Per i beneficiari inizia la fase operativa: sono tenuti a prendere visione dell’atto di concessione, e il GSE provvederà all’invio di una e-mail ai contatti indicati in fase di richiesta per informare della pubblicazione. Tutti gli atti pubblicati sono disponibili nella pagina dedicata della sezione CACER, dove verranno resi disponibili anche gli atti di prossima pubblicazione.
Non è ancora finita. Il GSE fa sapere che potranno essere effettuate ulteriori pubblicazioni per assegnare le risorse aggiuntive residue e le risorse disponibili per effetto di scorrimenti e rinunce. In pratica, chi è rimasto fuori dai primi otto atti può ancora sperare in uno scorrimento. Ma il vero indicatore sarà un altro: quanti dei 38.390 soggetti riusciranno a trasformare la concessione in impianti funzionanti prima che le risorse residue svaniscano.
La partita non è chiusa. I numeri delle concessioni dicono che l’Italia ha compiuto un passo amministrativo importante; ora resta da capire se quel passo si trasformerà in capacità installata, o se resterà soltanto un elenco di atti pubblicati.




