Il patto coinvolge 64 aziende e 42 milioni di abitanti, mentre Hera cambia leadership
A Trieste un distributore elettrico non si limita a trasportare energia: AcegasApsAmga ha presentato LiveGrid, il progetto pilota dedicato ai servizi di flessibilità della rete elettrica del territorio, confermandosi tra i primi distributori in Italia nel settore. La notizia arriva attraverso l’ufficio stampa di AcegasApsAmga e mostra perché la resilienza non è uno slogan: lo stesso principio si ritrova nel Patto per la Resilienza idrica presentato in apertura del Festival dell’Acqua. Un progetto pilota, va precisato, non è un prodotto commerciale: è un banco di prova per capire se un meccanismo può funzionare su scala reale.
Un patto che copre il 71% degli italiani
Se LiveGrid è la versione elettrica della resilienza, il patto firmato da AcegasApsAmga con Utilitalia ne rappresenta la versione idrica. AcegasApsAmga, gestore del servizio idrico di Trieste, Padova, Abano Terme e dei Comuni della Saccisica, ha sottoscritto le sei linee d’azione per rafforzare la resilienza delle infrastrutture idriche. Il quadro di sistema arriva da un lancio dell’Agenzia Ansa: sono 64 le aziende del servizio idrico, attive su tutto il territorio nazionale e al servizio di quasi 42 milioni di abitanti, pari al 71% della popolazione italiana, che hanno sottoscritto il Patto promosso da Utilitalia. Il patto è stato presentato in occasione dell’apertura del Festival dell’Acqua.
I numeri danno la scala dell’impegno: non si tratta di un accordo di nicchia, ma di un’infrastruttura che tocca quasi tre italiani su quattro. Le sei linee d’azione non sono dettagliate nel comunicato e restano, appunto, sulla carta finché non si misurano con impianti e reti reali. È lì che la promessa tecnologica incontra il limite concreto.
Impianti e reti: la resilienza sul campo
La verifica arriva da due cantieri opposti, uno nei rifiuti e uno nell’energia. A Padova, AcegasApsAmga e il Comune di Padova hanno inaugurato in Corso Stati Uniti il nuovo impianto di pretrattamento rifiuti: un polo tecnologico da 10 milioni di euro, di cui 1,8 milioni finanziati dal PNRR, capace di trattare fino a 30.000 tonnellate all’anno. È un’infrastruttura materiale, con una capacità nominale dichiarata e un costo di realizzazione già sostenuto. A Trieste, invece, LiveGrid lavora su un’altra materia prima: la flessibilità della rete elettrica. Con LiveGrid, AcegasApsAmga è tra i primi distributori in Italia a sviluppare servizi di questo tipo. Il contrasto è chiaro: da un lato un impianto fisico, dall’altro un meccanismo di rete ancora in fase pilota.
La macchina industriale gira, e i conti lo confermano. Ma se gli impianti avanzano e i progetti pilota procedono, resta scoperto il posto di comando. Ed è qui che la domanda diventa concreta.
Chi guida la transizione?
La domanda è concreta: lo stesso Gruppo Hera annuncia la scomparsa di Tomaso Tommasi di Vignano, avvenuta la notte precedente a Roma, mentre approva i risultati al 31/12/2025 con una crescita del risultato netto per gli Azionisti del 4% e un incremento degli investimenti del 20%. Nel cordoglio istituzionale, la Regione Emilia-Romagna cita le parole di Michele de Pascale: «Con Tomaso Tommasi di Vignano perdiamo uno dei migliori manager pubblici che il nostro Paese abbia avuto».
Davanti a un patto da 42 milioni di persone e a una rete che impara a flettere, il vero collo di bottiglia non è tecnologico: è la continuità di visione che solo una leadership solida può garantire. La risposta non è nei comunicati.




