L’impianto di Nobber produce 75 GWh l’anno, ma gli accordi coprono il 13% dell’obiettivo 2030.
Lo scorso 31 agosto, Gas Networks Ireland ha connesso l’impianto di biometano di College Group a Nobber, nel Co. Meath, alla rete nazionale del gas. L’investimento dichiarato è di 30 milioni di euro, con un contributo in conto capitale governativo di 2,4 milioni. Ma a un mese dalla connessione, il numero che pesa di più è un altro: gli accordi di connessione firmati con i produttori di biometano coprono quasi il 13% dell’obiettivo statale di 5,7 TWh al 2030.
Per capire perché quel 13% conta, bisogna partire dall’impianto di Nobber e dalle sue tre cifre più concrete.
Un impianto, tre cifre
La prima è la capacità produttiva: fino a 75 GWh di biometano all’anno. Tradotta nella stessa unità dell’obiettivo nazionale, sono 0,075 TWh, circa l’1,3% dei 5,7 TWh previsti per il 2030. Non è una quota irrilevante per un singolo sito, ma mostra quanto il traguardo statale richieda una moltiplicazione di impianti simili.
La seconda cifra è ambientale e va letta con attenzione: il risparmio di CO₂, riferito all’intero parco di economia circolare di Nobber, sfiora le 200.000 tonnellate all’anno secondo John Paul Gilroy. Non si tratta del solo biometano immesso in rete, ma dell’insieme dei rifiuti trasformati in combustibili ed energia nel sito.
La terza è economica: 30 milioni di euro di investimento, sostenuti anche da un contributo pubblico di 2,4 milioni. È la scala di un impianto industriale, non di un progetto pilota.
Il 13% che non basta
Se Nobber è la vetrina, i conti nazionali sono meno brillanti. L’obiettivo indicato dal governo irlandese è di arrivare a 5,7 TWh di biometano all’anno entro il 2030, pari, secondo la consultazione pubblica sulla strategia nazionale, a circa il 10% dell’attuale domanda complessiva di gas del Paese. Gas Networks Ireland ha accordi di connessione con sette produttori; insieme, secondo il comunicato di fine agosto, rappresentano quasi il 13% di quell’obiettivo.
In altre parole, con l’orizzonte del 2030 ormai a poco più di tre anni, la capacità contrattualizzata è poco più di un decimo del necessario. Il confronto con il contesto europeo non migliora il quadro: il governo irlandese riconosce che il settore del biometano nazionale è ancora nelle fasi iniziali rispetto a diversi altri Paesi dell’Unione europea.
Diesel addio: la scommessa BioCNG
I numeri nazionali, però, raccontano solo metà della storia. La domanda vera è se il gas prodotto finirà per sostituire il diesel sulle strade. College Group, che dà lavoro a oltre 150 persone, ha un accordo di offtake con Flogas per impiegare il biometano come BioCNG nei veicoli pesanti, offrendo un’alternativa a basse emissioni di carbonio al diesel e contribuendo alla decarbonizzazione dei trasporti.
È qui che si gioca la partita commerciale: non basta produrre biometano, serve che qualcuno lo compri e lo usi in modo stabile. La scelta del BioCNG come sbocco iniziale è coerente con la domanda di trasporto pesante, ma la vera prova sarà la replicabilità su più impianti e più acquirenti.
Da qui al 2030, il termometro sarà la velocità con cui i sette accordi di connessione diventano impianti in esercizio e con cui si aggiungono nuovi contratti di offtake. Se il 13% coperto dall’obiettivo non cresce rapidamente, il traguardo del 2030 rischia di restare sulla carta.




