Nel 2026 il MASE autorizza 2,7 GW di accumulo, ma il fotovoltaico va a ritmi diversi
Agosto: 431 MW in venti giorni
Nel cuore di agosto, quando il Paese si ferma, i numeri delle autorizzazioni si muovono più in fretta di quanto racconti il dibattito. Secondo i dati pubblicati a fine agosto dalla Staffetta Quotidiana, dal 6 al 26 agosto sono stati autorizzati 431 MW di fotovoltaico tramite autorizzazioni, PAS e PAUR. In venti giorni è un ritmo che, su base annua, equivale a circa 7,9 GW. Nello stesso periodo, per le batterie è arrivata l’autorizzazione per 218 MW. Sul biometano, infine, è stato rilasciato un PAS per 2,45 milioni di metri cubi annui.
Il dato di agosto non è isolato. L’Emilia-Romagna ha aggiornato le tariffe per le autorizzazioni degli impianti FER e dal Veneto è arrivato l’avvio del procedimento per un impianto. Ma il numero più rivelatore non riguarda il fotovoltaico: riguarda l’accumulo.
L’accumulo viaggia a un’altra velocità
Infatti, a leggere i dati sullo storage, il confronto cambia segno. Nei primi sette mesi del 2026, il MASE ha autorizzato oltre 2,7 GW di sistemi di accumulo elettrochimico in Italia. A luglio sono stati autorizzati sette nuovi progetti BESS, a cui si aggiunge un’iniziativa di pompaggio idroelettrico: secondo le prime stime di settore, il solo mese di luglio sfiora gli 819 MW.
Non è un’accelerazione nata dal nulla. Già nel giugno 2024, la società Sunco Sun White S.r.l. aveva presentato istanza ai sensi del DL 7/2002 per la realizzazione di un impianto BESS da 93,75 MW e relative opere di connessione a Nardò, in provincia di Lecce. Tra quel progetto e la raffica di autorizzazioni del luglio 2026 c’è una pipeline che si è consolidata nei mesi.
Il confronto con il fotovoltaico autorizzato in agosto è istruttivo. I 431 MW di nuove autorizzazioni solari, per quanto non trascurabili, si collocano in un quadro di accelerazione molto più marcata per i sistemi di accumulo. Luglio, da solo, ha registrato un totale di progetti di accumulo e pompaggio vicino a 819 MW, un valore che supera nettamente i 431 MW fotovoltaici di agosto. Il paradosso apparente è questo: mentre le batterie corrono, resta la domanda se c’è abbastanza rinnovabile per riempirle.
La matematica del PNIEC: 49 GW da installare
La risposta si trova nei target del PNIEC. Il target prevede di arrivare a 131 GW di capacità totale, il che richiederebbe l’installazione di ulteriori 49 GW nei prossimi anni. Ancora più sfidante è l’obiettivo della produzione elettrica: dovrebbe toccare i 228 TWh annui, con un incremento del 75% rispetto ai 130 TWh generati nel 2025. Dentro questi numeri si gioca la differenza tra autorizzare e installare.
Il quadro normativo è stato nel frattempo riorganizzato. Il provvedimento che ha ridisegnato i procedimenti per le rinnovabili li divide in tre categorie: attività libera, Procedura Abilitativa Semplificata (PAS) e Autorizzazione Unica (AU), come indicato dal GSE. Semplificare, però, non basta: tra le autorizzazioni di agosto e i target del 2030 resta un divario che non si misura in decreti ma in gigawatt installati.
Il numero da tenere d’occhio nei prossimi mesi non è il singolo decreto: è il contatore dei 49 GW ancora da installare.




