L’impianto di Nobber porta la capacità connessa a 150 GWh, ma la produzione effettiva dipende dai flussi reali in rete

All’inizio del 2026 l’Irlanda immetteva in rete circa 75 GWh di biometano all’anno, una quantità inferiore all’1,5% dell’obiettivo fissato per il 2030: lo indicano i dati raccolti da William Fry. Lo scorso 31 agosto Gas Networks Ireland ha collegato l’impianto di biometano di College Group a Nobber, nel Meath, alla rete nazionale del gas. Quel singolo impianto ha una capacità annua fino a 75 GWh: quanto l’intero paese immetteva in rete fino a pochi mesi prima. In un solo allacciamento, la capacità collegata alla rete è raddoppiata. Ma è esattamente qui che inizia il paradosso del biometano irlandese.

75 + 75: il raddoppio silenzioso del biometano

L’impianto di Nobber è costato 30 milioni di euro e ha ricevuto un sostegno pubblico in conto capitale di 2,4 milioni di euro. College Group, che impiega più di 150 persone, trasforma rifiuti in gas rinnovabile. Ma il numero che dà la misura del salto è un altro: la capacità annua dell’impianto, fino a 75 GWh, equivale all’intera produzione che le due strutture operative irlandesi immettevano in rete a inizio 2026. Sommando le due grandezze si arriva a una capacità complessiva di 150 GWh. La parola chiave è “capacità”: la produzione effettiva è un’altra cosa, e dipende da quanto gas verrà davvero immesso, non da quanto può essere prodotto.

Il diesel non è più senza alternative

Il raddoppio di capacità diventa concreto solo se c’è qualcuno che compra il gas. In questo caso quel qualcuno c’è. Secondo quanto riportato da RTÉ il 31 agosto, College Group ha un accordo di offtake con Flogas: il biometano sarà utilizzato come BioCNG per alimentare veicoli pesanti, offrendo un’alternativa a minori emissioni di carbonio rispetto al diesel e sostenendo la decarbonizzazione del trasporto. È un passaggio rilevante, perché trasforma l’impianto da infrastruttura a progetto commerciale. Ma le proporzioni vanno tenute a mente. Il BioCNG apre una nicchia nel trasporto pesante, dove il diesel resta difficile da sostituire, ma i volumi in gioco non spostano il mix energetico nazionale. Nobber è un tassello di filiera, non una soluzione di sistema.

Firmato 13%, collegato 150 GWh: il paradosso del 2030

Il confronto con l’obiettivo nazionale dice quanto la strada sia ancora lunga. L’Irlanda si è impegnata a produrre fino a 5,7 TWh di biometano indigeno all’anno entro il 2030: un volume equivalente a circa il 10% dell’attuale domanda di gas del paese, secondo Gas Networks Ireland. Gas Networks Ireland dichiara di avere accordi di connessione con sette produttori; insieme rappresentano quasi il 13% dell’obiettivo statale di 5,7 TWh. Ma i contratti non equivalgono a produzione. All’inizio del 2026 l’iniezione reale in rete era ferma a circa 75 GWh: meno dell’1,5% del target. Con il collegamento di Nobber la capacità collegata raddoppia a 150 GWh, ma anche questa cifra resta una frazione minima dei 5,7 TWh necessari.

Il punto, da qui in avanti, non è firmare altri contratti di connessione. È misurare i flussi. L’indicatore da tenere d’occhio nei prossimi mesi non è la capacità annunciata: sono i GWh che Nobber inietterà davvero in rete. Se il raddoppio da 75 a 150 GWh si trasformerà in volumi effettivi, il biometano smetterà di essere una promessa cartacea. Altrimenti, il 13% firmato resterà soltanto un contratto.