Ottocentosessantacinque chilometri di costa, 69 comuni costieri, 2.400 aziende e 7.600 addetti stabili nella pesca e nell’acquacoltura. E un bando da 2 milioni di euro per la pesca. Non è un errore di decimali. Con la Determinazione della Dirigente della Sezione n. 41 del 23 luglio 2026 la Regione Puglia ha approvato il bando pubblico del Programma Nazionale FEAMPA 2021-2027 per gli investimenti destinati a rafforzare la competitività delle imprese della pesca. La finestra per presentare domanda è aperta dal 7 settembre e si chiude il 19 ottobre 2026. Secondo i dati di Cia Puglia, la regione conta 69 comuni costieri e oltre 865 chilometri di costa, con 2.400 aziende e 7.600 addetti stabili nel settore.
Due milioni contro 2.400 imprese
La dotazione finanziaria complessiva del bando è pari a 2.000.000,00 euro, ripartita in 500.000,00 euro per il Codice Intervento 111102 e 1.500.000,00 euro per il Codice Intervento 111302. L’aliquota massima del contributo pubblico è pari al 50% della spesa totale ammissibile. In termini di platea, se si dividesse la dotazione per il numero di imprese si arriverebbe a poco più di 800 euro a testa: una cifra irrisoria rispetto a qualunque investimento in attrezzature, ammodernamento o efficienza. Ma il bando non ripartisce risorse in modo uniforme. Le concentra su pochi progetti capaci di superare una soglia minima e di coprire la metà della spesa. Il divario tra i 2 milioni disponibili e le 2.400 aziende non nasce da una svista, ma dalla logica selettiva dei bandi europei: pochi interventi, ma con spese ammissibili rilevanti.
La soglia che seleziona: 15.000 euro e una PEC
Se la platea è ampia, il bando non lo è. La spesa minima ammissibile è pari a 15.000 euro per ciascuna operazione, secondo l’avviso della Regione Puglia. Con il tetto del 50% previsto dal bando, un progetto da 15.000 euro può ottenere al massimo 7.500 euro di fondi pubblici; tutto il resto resta a carico dell’impresa. L’intensità del contributo prevista dai bandi varia dal 50% fino al 100% della spesa ammissibile in base al tipo di intervento e al beneficiario, ma per questo strumento il massimo resta al 50%.
Le domande di sostegno devono essere trasmesse esclusivamente tramite PEC all’indirizzo [email protected], dal 7 settembre 2026 fino alle 23:59 del 19 ottobre 2026. Il canale unico e la soglia di spesa non sono dettagli tecnici: filtrano gli operatori con capacità progettuale e con la liquidità necessaria a coprire metà dell’investimento. Un piccolo pescatore che voglia sostituire un’attrezzatura da poche migliaia di euro resta, di fatto, fuori dal perimetro. La selezione, in questo senso, avviene prima della graduatoria: avviene nei requisiti di accesso.
Il contesto: 987 milioni nazionali e due velocità regionali
Per capire se 2 milioni sono pochi serve il confronto con la torta complessiva. Secondo il quadro finanziario del programma, il Programma Nazionale FEAMPA 2021-2027 dispone di una dotazione di 981.690.803 euro. La Commissione europea indica 987,2 milioni complessivi per il programma italiano, di cui 518,2 milioni di contributo Ue. I due dati non coincidono perfettamente, ma l’ordine di grandezza è lo stesso: il bando pugliese vale circa lo 0,2% della dotazione nazionale.
Nel quadro regionale, la Regione Puglia ha approvato anche l’Avviso Pubblico Pn Feampa 2021-2027 con una dotazione di 3.000.000 di euro. In Sicilia, i bandi per la pesca sostenibile, competitività e transizione ecologica valgono complessivamente 7,8 milioni di euro, secondo Confcooperative Sicilia, e sono rivolti alle imprese del comparto ittico nell’ambito delle strategie di sviluppo sostenibile della programmazione Pn-Feampa 2021-2027. La gerarchia è chiara: il bando pugliese da 2 milioni è una quota piccola, per quanto non irrilevante, dentro un programma nazionale da quasi un miliardo.
Il dato da tenere d’occhio non è la dotazione, ma il numero di domande valide arrivate entro il 19 ottobre. Quel numero dirà più di ogni annuncio sulla domanda reale del settore.




