A inizio 2026, secondo una ricostruzione di William Fry, l’Irlanda immetteva in rete circa 75 GWh all’anno di biometano, meno dell’1,5% dell’obiettivo del 2030. Secondo l’annuncio pubblicato il 31 agosto, Gas Networks Ireland ha collegato alla rete nazionale del gas il nuovo impianto di College Group a Nobber, Co. Meath: 30 milioni di euro di investimento e una capacità annua fino a 75 GWh. Il 12 agosto era avvenuta la connessione di Bia Energy a Huntstown, Co. Dublin, da 120 GWh. In diciannove giorni d’agosto, quindi, sono stati aggiunti 195 GWh di capacità annua: un salto improvviso, che però va letto rispetto ai 5.700 GWh da raggiungere entro il 2030.

Da 75 GWh a 195 GWh di capacità in più

Va tenuta distinta la produzione reale dalla capacità nominale. All’inizio del 2026 i due impianti operativi immettevano circa 75 GWh all’anno; i 195 GWh di agosto sono capacità connessa, non volumi già prodotti. Tradotti in percentuale sull’obiettivo di 5,7 TWh, equivalgono a poco più del 3%; i sette accordi di connessione già firmati, invece, valgono quasi il 13%. Il passo è cambiato, ma la base di partenza era molto bassa.

L’accordo con Flogas e il BioCNG contro il diesel

Collegare un impianto alla rete non basta: serve qualcuno che compri il gas. A fine agosto risultava in essere un accordo di offtake tra College Group e Flogas per destinare il biometano all’uso come BioCNG nei veicoli pesanti. Il BioCNG, secondo la stessa fonte, è un’alternativa a minori emissioni di carbonio rispetto al diesel e sostiene la decarbonizzazione dei trasporti. È questo passaggio commerciale a dare un valore concreto ai volumi connessi: senza di esso, l’impianto di Nobber sarebbe solo un allacciamento alla rete.

La matematica del 2030: 176 manifestazioni, sette accordi, 150-200 impianti

Il vero indicatore non è la capacità connessa ad agosto, ma il rapporto tra interesse e realizzazione. Dopo la pubblicazione del Biomethane Energy Report sono arrivate 176 manifestazioni di interesse. Gli accordi di connessione, però, sono sette. Insieme rappresentano quasi il 13% dell’obiettivo statale di 5,7 TWh; se sette progetti coprono poco più di un decimo del target, il passaggio verso il 100% richiede decine di nuovi accordi.

Gas Networks Ireland stima che per raggiungere l’obiettivo serviranno fino a 150-200 nuovi impianti di digestione anaerobica. È una scala completamente diversa da quella attuale. Il paradosso è che l’interesse c’è — 176 manifestazioni — ma gli accordi di connessione restano pochi. Anche ipotizzando che tutta la capacità connessa ad agosto produca a pieno regime e che i 75 GWh di inizio anno restino operativi, il totale si fermerebbe sotto il 5% dell’obiettivo: un numero che riporta la discussione al nodo strutturale, non alla singola inaugurazione.

Da qui al 2030, il dato da monitorare sarà quante delle 176 manifestazioni di interesse si trasformeranno in accordi di connessione. Se non si passa da sette a decine di impianti, la distanza dai 5,7 TWh resterà un problema di matematica, non di tecnologia.