Il progetto europeo INTELLIGENT punta a superare questo modello entro novembre 2027, con quattro comunità pilota
Secondo il 10° rapporto sullo stato dell’Unione dell’energia, pubblicato a novembre 2025, nell’Unione europea esistono più di 8.000 comunità energetiche. Il numero non è il problema: è il modello. Nonostante le regole europee consentano le comunità energetiche, la maggior parte opera come “peer-to-market” e non come vero scambio peer-to-peer. È questa la motivazione diretta della piattaforma del progetto europeo INTELLIGENT, sostenuto dall’UE da dicembre 2024 a novembre 2027, secondo la scheda del progetto pubblicata il 29 maggio 2024.
8.000 comunità, ma il peer-to-peer è un miraggio
Il dato va letto con attenzione. Il piano REPowerEU aveva messo sul tavolo un obiettivo politico condiviso: arrivare a una comunità energetica per ogni comune con più di 10.000 abitanti entro il 2025. La diffusione territoriale è stata spinta, e il rapporto sullo stato dell’Unione dell’energia ne dà una fotografia quantitativa. Ma la quantità dice poco su come queste comunità scambiano davvero elettricità.
Il punto è che la maggior parte delle comunità energetiche europee non fa scambio tra pari. Vende l’energia prodotta alla rete a un prezzo stabilito a monte, in un modello che tecnicamente è peer-to-market: il produttore e il consumatore non si incontrano davvero, non negoziano condizioni, non scambiano tra loro. Il “pari” resta confinato al nome. È questo il paradosso da cui parte il progetto INTELLIGENT: non mancano le comunità, manca lo scambio.
Il cortocircuito normativo che ha spento lo scambio
La risposta sta nel divario tra la definizione giuridica e la sua applicazione. La direttiva REDII definisce il peer-to-peer trading di energia rinnovabile come la vendita di energia rinnovabile tra partecipanti al mercato tramite un contratto con condizioni predeterminate che regolano l’esecuzione e il regolamento automatizzati della transazione, direttamente tra partecipanti al mercato o indirettamente tramite un terzo certificato. Il diritto di condurre peer-to-peer trading, precisa la direttiva, non pregiudica i diritti e gli obblighi delle parti coinvolte come clienti finali, produttori, fornitori o aggregatori.
La definizione c’è, ma l’attuazione è andata in un’altra direzione. Come si legge nella scheda CORDIS del progetto INTELLIGENT, nonostante l’Ue abbia stabilito un quadro giuridico per le comunità energetiche, l’attuazione è stata restrittiva. Il risultato sono comunità energetiche basate su prezzi predeterminati a livello comunitario e, di fatto, su un modello peer-to-market. In pratica, il prezzo non nasce da un incontro tra domanda e offerta tra pari: è fissato prima dello scambio. Il mercato non si forma, si accontenta di una tariffa.
È qui che si inserisce INTELLIGENT. La piattaforma viene sviluppata come uno scambio energetico automatizzato e consapevole della rete, basato sul software open-source GSY DEX. Il progetto riunisce 16 partner e partner associati e viene dimostrato in scenari virtuali, hardware-in-the-loop e reali in quattro comunità energetiche esistenti in Europa, che fungono da piloti. L’obiettivo dichiarato è rendere la tecnologia di scambio peer-to-peer più accessibile, sicura ed efficiente, portando benefici economici e ambientali ai cittadini e aiutando i gestori di rete su stabilità e gestione della congestione.
La corsa ai piloti: due progetti, due velocità
INTELLIGENT non è solo. Il progetto U2Demo riunisce venti partner, inclusi quelli associati, provenienti da otto paesi. I due progetti corrono in parallelo, con dimensioni diverse: INTELLIGENT ha 16 partner e 4 piloti, U2Demo una rete più ampia ma la stessa direzione di fondo. A quasi due anni dall’avvio dei lavori, la partita si sposta dai test virtuali ai casi reali.
I benefici di INTELLIGENT vengono testati e messi a punto in quattro località distinte in tutta Europa. Il progetto si chiude a novembre 2027. Da qui ai prossimi mesi conteranno due variabili: la capacità dello scambio automatizzato di reggere congestione e stabilità di rete, e la velocità con cui le comunità esistenti passeranno dal peer-to-market al vero peer-to-peer. Il successo non si misurerà più sul numero di comunità, ma su quante avranno dismesso il modello a tariffa fissa prima della fine del 2027. La risposta arriverà dai piloti INTELLIGENT e dal confronto con U2Demo.
Il dato delle più di 8.000 comunità energetiche ha descritto una diffusione. Il numero che conterà davvero, da qui a novembre 2027, sarà un altro: quante di quelle comunità avranno smesso di vendere alla rete a prezzo predeterminato e avranno cominciato a scambiare energia tra pari.




