Dal 2027 in Cina stop ai moduli sotto 630 W, ma la soglia Grade 3 vale solo per alcune tecnologie
Il confine dei 630 watt
Lo scorso 27 giugno 2026, la Cina ha pubblicato tre standard obbligatori sul consumo energetico per l’industria fotovoltaica: GB 29447-2026, GB 47835-2026 e GB 47834-2026, in vigore dal 1° gennaio 2027. Il terzo, dedicato a moduli e inverter in silicio cristallino, fissa i livelli minimi di efficienza energetica. Il Grade 3 prevede il 23,2% per TOPCon e HJT e il 23,5% per i moduli back-contact. Basandosi sulla dimensione standard del modulo di 1134 mm × 2382 mm, la soglia di efficienza si traduce in una potenza nominale minima di 630 W. Dal 1° gennaio 2027, qualsiasi modulo sotto questo limite non potrà essere venduto commercialmente.
Non si tratta di una raccomandazione: è una barriera commerciale. Sotto il 23,2% per TOPCon e HJT, o sotto il 23,5% per i moduli BC, un pannello resta fuori dal mercato. Il vincolo, nato dopo quasi due anni di grave sovracapacità e competizione sui prezzi nella catena produttiva, converte la concorrenza di prezzo in selezione tecnologica: non premia più il modulo più economico, ma quello che supera una soglia misurabile.
Chi sta sopra, chi sta sotto
Il crinale tra produttori è netto. Jinko e JA Solar hanno compiuto progressi maggiori nelle tecnologie ad alta efficienza e dispongono di capacità ad alta efficienza sufficiente, con una pressione di dismissione relativamente inferiore. La diffusione della capacità HJT è rimasta stagnante per vincoli sia di costo sia di efficienza. Gli analisti di settore prevedono l’impatto più forte sulle linee di moduli PERC legacy, sulla capacità TOPCon iniziale, sugli impianti ad alto consumo energetico per polisilicio e sugli asset più vecchi di produzione di wafer.
JinkoSolar dichiara che la serie Tiger Neo 3.0 supera i requisiti di Livello 1 del nuovo standard, con un’efficienza di modulo del 24,8%, una potenza compresa tra 650 e 670 W e una bifaccialità dell’85% ± 5%. Nella TOPCon, Canadian Solar ha dichiarato che i moduli TOPCon 3.0 raggiungono fino a 670 W e il 24,8% di efficienza, con spedizioni di massa avviate ad agosto 2026. Sul fronte back-contact, LONGi Green Energy ha dichiarato che la potenza dei suoi moduli HPBC supera i 650 W e che la capacità produttiva esistente soddisfa pienamente i requisiti del nuovo standard nazionale.
Il livello più alto, il Grade 1, chiede molto di più: il 24% per i moduli TOPCon, il 23,8% per HJT e il 24,2% per i moduli BC. Lo standard industriale punta addirittura sopra il 24%, una soglia che può essere raggiunta soltanto da TOPCon 3.0 e BC. È il punto in cui la norma cessa di essere un semplice filtro e diventa una mappa: da una parte chi ha già convertito le linee, dall’altra chi deve ancora farlo.
Il capitolato cambia, non solo la fabbrica
Il crinale competitivo non resta nei reparti produttivi. Dal 2027, un modulo sotto i 630 W non potrà essere venduto commercialmente: ogni capitolato che voglia attingere a forniture cinesi dovrà fissare almeno quella soglia. La dismissione di capacità legacy riduce l’offerta a basso costo, mentre Canadian Solar ha dichiarato che l’introduzione di nuovi documenti politici, come il nuovo standard nazionale per l’efficienza energetica, aiuterà a guidare la transizione del settore dalla competizione sul prezzo a quella sul valore. Quanto peserà davvero il costo di conformità per chi non ha ancora convertito le linee? È la domanda che resta aperta.
Il fotovoltaico cinese non smette di produrre: smette di produrre tutto. Dal 2027 conta l’efficienza certificata, e la distanza tra chi anticipa la norma e chi la subisce si misurerà in punti percentuali che valgono intere fabbriche.




