In Germania 573 ore di prezzi negativi rendono gli accumuli convenienti: Alpiq porta il suo impianto più grande a Bollingstedt

I prezzi all’ingrosso dell’elettricità in Germania sono finiti sotto zero per 573 ore in un singolo anno, il 6,5 per cento del tempo, secondo i dati di Clean Energy Wire. È in questo contesto che si colloca la mossa tedesca più decisa di Alpiq: stando a un comunicato della società, il sistema di accumulo di Bollingstedt entra nel portafoglio del gruppo.

573 ore sottozero: il mercato che non si aspettava

Il dato delle 573 ore negative va letto insieme a quello delle installazioni. Nel 2025 la Germania ha aggiunto 842 MW di accumuli a batteria su scala di rete, quasi il doppio dei 450 MW dell’anno precedente. La capacità energetica è salita di 1,6 GWh, raggiungendo 3,5 GWh complessivi. Conviene tenere separati i due piani: i megawatt indicano la potenza che un impianto può erogare in un dato momento, i gigawattora l’energia che può conservare. Per un operatore che vuole comprare nei momenti di eccesso e rivendere quando la rete è sotto stress, la seconda grandezza non è meno importante della prima.

Un mercato con il 6,5 per cento delle ore a prezzo negativo non è un’anomalia da poco. Significa che per 573 ore l’elettricità all’ingrosso valeva meno di zero, e chi non poteva smettere di produrre o non aveva dove stoccare ha dovuto accettare condizioni sconvenienti. È esattamente il tipo di volatilità che rende gli accumuli, e chi li sa gestire, una risposta economica prima ancora che tecnologica.

Alpiq: dalla Finlandia e Francia alla Germania, la batteria come risposta

Alpiq non parte da zero. Il gruppo opera già due impianti di accumulo in Europa: il BESS Cheviré a Nantes Saint-Nazaire, in Francia, da 100 MW, e il BESS Valkeakoski in Finlandia, da 30 MW. Sono asset operativi che hanno permesso all’azienda di accumulare esperienza in mercati elettrici diversi, con regole e segnali di prezzo differenti. Con Bollingstedt, Alpiq aggiunge il terzo impianto operativo del portafoglio, che ne diventa anche il più grande.

L’ingresso in Germania non è stato improvvisato. Alla fine del 2025, Alpiq ed Eco Stor avevano annunciato una cooperazione sul progetto di accumulo di Schuby, con un accordo di tolling. Quel tipo di accordo separa la proprietà dell’impianto dalla gestione commerciale dell’energia: chi lo firma prende in carico il diritto di usare la batteria per comprare e vendere nei mercati. Con l’acquisizione di Bollingstedt, Alpiq estende la collaborazione con lo sviluppatore tedesco di sistemi di accumulo Eco Stor e cambia scala: non più soltanto un contratto su un impianto di terzi, ma un asset proprio in Germania.

RWE e i 400 MW di Gundremmingen: quanto spazio resta?

Secondo un comunicato RWE, a Gundremmingen è in progetto il più grande impianto di accumulo a batterie della Germania: 400 megawatt di potenza e 700 megawattora di capacità, con un investimento di circa 230 milioni di euro. Il confronto dimensionale con Alpiq non è immediato, ma la direzione è la stessa: la flessibilità si traduce in impianti di dimensioni sempre maggiori.

Se anche il maggiore operatore energetico tedesco punta su batterie da 400 MW, la domanda è quanto spazio resti per chi arriva dopo. Non è una questione teorica: nel 2025 la Germania ha aggiunto capacità di accumulo a ritmi elevati, e altri progetti stanno entrando in cantiere. Il numero da tenere d’occhio nei prossimi mesi è la quota di ore a prezzo negativo: se resterà vicina al 6,5 per cento, ogni megawatt di batteria aggiunto in Germania avrà un valore legato alla volatilità della rete.