CS Wind e DEME: perdita di 300 milioni ma il cantiere resta operativo

Il 4 agosto 2026, la notizia rilanciata da reNEWS riportava un dato concreto: i primi monopile e pezzi di transizione per il Nordlicht I risultavano già completati in anticipo rispetto al programma, come indicava la nota diffusa da Vattenfall. Non un annuncio di facciata: il cantiere del parco eolico offshore ha guadagnato tempo prima ancora di toccare il mare aperto.

Il vantaggio di programma

Il dato tecnico più tangibile riguarda la sequenza produttiva dei componenti. Il 30 luglio 2026, la spedizione del primo lotto di pezzi di transizione dal sito di CS Wind Offshore nel Porto di Aalborg verso la Germania risultava già comunicata. Il completamento in anticipo dei primi monopile e pezzi di transizione, segnalato da Vattenfall, si traduceva in una filiera già in movimento: i componenti partivano da Aalborg mentre il calendario di installazione manteneva margine. Un vantaggio che, in un progetto offshore, non è mai scontato: ogni giorno guadagnato sulla produzione dei componenti riduce la pressione sulla sequenza di installazione.

La scala tedesca e il via libera per Nordlicht 2

Il vantaggio di programma non riguarda un impianto marginale. Con l’installazione del primo monopile, il progetto Nordlicht ha assunto una forma visibile nelle acque del Mare del Nord, come confermava la nota Vattenfall; la stessa fonte indicava che Nordlicht I sarà il più grande parco eolico offshore della Germania. Nel complesso, il cluster Nordlicht porta la capacità a 1.610 MW, sommando il Nordlicht 1 da 980 MW e il Nordlicht 2 da 630 MW.

Sul piano autorizzativo, il percorso era già definito. A marzo 2025, Vattenfall aveva preso la decisione finale di investimento completa per il Nordlicht 1 da 980 MW e una decisione condizionata per il Nordlicht 2 da 630 MW. Lo scorso 29 ottobre 2025, l’ufficio federale marittimo BSH ha concesso l’approvazione pianificatoria per Nordlicht 2, fornendo la base statutaria per la costruzione. Senza quel passaggio, la decisione condizionata sul secondo lotto non avrebbe avuto il titolo amministrativo per trasformarsi in cantiere.

Il lato capitale: la perdita contabile di BASF e la filiera che resta

La risposta, però, non è solo ingegneristica. Mentre il cantiere avanzava, la vendita della quota di Nordlicht a Vattenfall da parte di BASF produceva una perdita contabile non monetaria di circa 300 milioni di euro nei risultati del primo trimestre 2025. La transazione rientra nella strategia Winning Ways di BASF, introdotta nel terzo trimestre del 2024. Non si tratta di un’uscita di cassa immediata, ma di un effetto contabile da dismissione: il socio industriale esce mentre il progetto entra nella fase esecutiva. È un passaggio che non riduce i megawatt installabili, ma ridisegna chi resta nel progetto.

Il punto non è la perdita in sé, ma il riposizionamento. La filiera, intanto, resta operativa: CS Wind Offshore produce i pezzi di transizione nel Porto di Aalborg e DEME li installa. Un doppio binario che per chi installa o gestisce significa convivere con un vantaggio di cantiere e con un capitale che cambia proprietario. Il calendario può tenere, ma la struttura finanziaria si muove sotto i piedi del progetto. Per i fornitori e gli installatori, la domanda pratica è se il ritmo di produzione e montaggio possa continuare a reggere quando la proprietà cambia.

Resta da vedere se il vantaggio di programma regga anche quando cambiano gli assetti proprietari. Per chi opera sul campo, il Nordlicht I indicava che un programma può tenere anche quando il capitale ruota; la vera incognita è mantenere il ritmo della filiera mentre cambiano i proprietari.