Il dimostratore TetraSpar, installato al largo di Karmøy nel 2021, verrà ispezionato per validare la fondazione commerciale

A 210 metri di profondità, il cavo di una turbina che ha operato per quasi cinque anni senza interruzioni è stato calato in acqua per uno stoccaggio temporaneo. Non è un guasto: è il piano. Come riportato lo scorso 3 agosto da offshorewind.biz, è iniziata l’attività di dismissione del TetraSpar Demonstrator presso il Marine Energy Test Centre, il METCentre, al largo di Karmøy, in Norvegia. Il cavo di esportazione dinamico è stato disconnesso e calato a 210 metri di profondità per uno stoccaggio temporaneo.

Il dimostratore, installato al largo di Karmøy nel 2021, è composto dalla fondazione galleggiante TetraSub di Stiesdal Offshore e da una turbina Siemens Gamesa da 3,6 MW. A gestire le operazioni offshore è Global Maritime; Semco Maritime è responsabile dello smantellamento onshore a Hanøytangen, insieme allo specialista del riciclaggio Norscrap West.

Il paradosso di smontare per capire

Spegnere una macchina che ha funzionato per quasi cinque anni può sembrare un passo indietro. In realtà è la fase finale di un progetto che non mirava soltanto a produrre energia, ma a dimostrare un metodo costruttivo. Il TetraSpar Demonstration Project è la prima dimostrazione su scala reale al mondo di una fondazione offshore industrializzata. È portato avanti in partnership tra RWE, TEPCO Renewable Power e Stiesdal Offshore. Secondo Stiesdal, l’operazione segna la fase finale di un progetto dimostrativo quinquennale, in programma per l’estate 2026.

La logica è controintuitiva: per capire se una struttura è davvero pronta per la produzione commerciale, va smontata e osservata. Ma che cosa può davvero rivelare una struttura dopo cinque anni di onde?

L’autopsia della TetraSub: cosa dirà il metallo

La risposta è nell’ispezione completa della struttura sommersa, prevista dopo quasi cinque anni di operazione normale ininterrotta. La dismissione consentirà un’ispezione completa e l’analisi della struttura sommersa. L’obiettivo non è solo smaltire i componenti: è leggere i segni che il mare ha lasciato su acciaio, saldature e connessioni. È un po’ come aprire il motore dopo un lungo viaggio, non per buttarlo, ma per verificare quali parti hanno retto e quali no.

«Al METCentre crediamo che ci sia tanto da imparare nel togliere una struttura dall’acqua quanto nel metterla dentro», si legge nella nota del centro di prova norvegese. È un cambio di prospettiva: l’installazione misura la capacità di costruire e varare, la rimozione misura la capacità di durare.

Secondo Global Maritime, la dismissione fornirà un contributo prezioso alla verifica della fondazione commerciale TetraSub di Stiesdal Offshore. Tradotto: i dati raccolti sul dimostratore non restano confinati al progetto TetraSpar. Servono a validare la versione commerciale della fondazione, quella che dovrà convincere sviluppatori e finanziatori.

Dal demo al commerciale: Hywind Scotland e il cambio di scala

La posta in gioco emerge guardando al mercato. Mentre il dimostratore norvegese viene dismesso, Equinor e il partner Masdar hanno assegnato a Global Maritime il contratto di gestione operativa per il parco eolico galleggiante Hywind Scotland, progettato per una vita operativa di 20 anni. Il confronto è netto: da un lato cinque anni di test, dall’altro due decenni di esercizio commerciale. Il numero da tenere d’occhio non è la fine del demo, ma l’esito dell’ispezione che dirà se la TetraSub può reggere due decenni.

La dismissione del TetraSpar è in realtà un test finale. Se la struttura supera l’ispezione, la strada verso l’eolico galleggiante commerciale si accorcia. Il prossimo dato da osservare non è una nuova installazione, ma il verdetto sul metallo sommerso.