Il ministero ha riunito 14 aziende per regolare la concorrenza sui prezzi bassi e selezionare chi resta nel settore

Il 3 luglio 2025, ormai più di un anno fa, il ministero dell’Industria cinese non ha annunciato una nuova cella solare. Ha annunciato chi, nel principale polo produttivo solare del mondo, sarebbe stato autorizzato a restare. Secondo il resoconto ufficiale della riunione, il ministro Li Lecheng ha presieduto la quindicesima conferenza sulle imprese manifatturiere con 14 aziende del fotovoltaico e i responsabili dell’associazione di categoria. Sul tavolo non c’erano nuovi incentivi, ma regole per disciplinare la concorrenza: una differenza sottile e, per molti produttori, decisiva.

Il paradosso del 97%

Per capire perché quella riunione non fosse un adempimento formale, bisogna partire dai numeri. Secondo un’analisi di ThinkChina, la Cina controlla oltre l’80% della catena di fornitura globale della produzione solare e produce circa il 97% dei wafer di silicio mondiali, il componente essenziale delle celle. Eppure, tra il 2024 e il 2025, il comparto ha subito perdite pesanti, schiacciato da una guerra dei prezzi e da un eccesso di capacità produttiva. Se il controllo quasi totale della filiera non si traduce in margini, il problema non è produrre: è sovraprodurre. Perché i prezzi crollino proprio nel mercato in cui l’offerta è più concentrata è la domanda che la riunione del 3 luglio doveva governare.

I tre assi del 3 luglio: ordine, qualità, uscita

La risposta si è articolata su tre assi. Secondo la sintesi diffusa dal China Daily, il MIIT ha delineato una strategia in tre punti: governance sistemica delle pratiche di prezzo aggressive, iniziative di miglioramento della qualità a livello di impresa e accelerazione dell’uscita della capacità produttiva obsoleta. Nella versione ufficiale del ministero, l’indicazione era ancora più diretta: governare secondo legge la concorrenza disordinata sui prezzi bassi, guidare le imprese a migliorare la qualità dei prodotti e promuovere l’uscita ordinata della capacità arretrata. Non si tratta di tre provvedimenti separati, ma di un unico meccanismo di selezione: chi taglia i prezzi all’osso per sopravvivere resta sotto pressione; chi investe in qualità entra nel perimetro protetto; chi non riesce a riqualificarsi viene accompagnato fuori.

Il ministero ha inoltre promesso maggiore guida macroeconomica e governance industriale, un rafforzamento degli standard e servizi di supporto per risolvere le difficoltà delle imprese. La portata reale dell’intervento stava tutta qui: non un tetto ai prezzi, ma un riordino delle regole d’ingresso e di permanenza nel mercato. Restava da capire se le imprese avrebbero seguito davvero. Quel 3 luglio, la Borsa aveva già dato una risposta.

Chi varca la porta della selezione

La reazione del mercato, quel 3 luglio, ha reso esplicito che la regolamentazione non è neutrale: premia alcuni produttori e ne esclude altri. Nove società solari cinesi, tra cui Tongwei, Flat Glass e Eging PV, hanno raggiunto il limite giornaliero di oscillazione; Daqo Energy è salita di oltre il 15% e le azioni di GCL quotate a Hong Kong hanno guadagnato il 9%, secondo i dati di pv magazine. Longi Green Energy Technology, presente alla riunione, ha dichiarato che le imprese fotovoltaiche comprendevano appieno la determinazione dei decisori politici a regolamentare la concorrenza sui prezzi bassi e a ottimizzare la capacità produttiva in una fase di transizione dolorosa per il comparto. Per Longi, questo creava opportunità strutturali per le aziende tecnologicamente avanzate: la selezione, insomma, non colpisce tutti allo stesso modo.

La normalizzazione del fotovoltaico cinese non si sarebbe risolta in un ritorno ai margini: sarebbe stata una selezione darwiniana in cui il differenziale tecnologico, non la scala produttiva, avrebbe deciso chi sopravvive. Il 3 luglio 2025 ha fissato il criterio. La velocità con cui la capacità obsoleta sarebbe uscita davvero dai bilanci — e a quale costo per i produttori meno avanzati — era la variabile che nessun comunicato ministeriale del luglio 2025 poteva quantificare.